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Opera Nomadi: Interazione ed integrazione

Opera Nomadi è un’associazione senza fini di lucro che si occupa di favorire il dialogo con le comunità Rom presenti sul territorio nazionale e la loro integrazione. A Catania, questo gruppo esiste solo da due anni ed affronta ogni giorno numerose difficoltà. Ne abbiamo discusso con Paolo Filetti e Salvatore Giaccone, che, nonostante la giovanissima età, costituiscono lo “zoccolo duro” dell’associazione.

Di cosa vi occupate quotidianamente?

«Ci occupiamo di interazione a più livelli con la comunità Rom rumena presente a Catania. Si inizia dal contatto con i capi famiglia, per censire in qualche modo il numero dei rom presenti; ci occupiamo poi di portare all’attenzione degli enti pubblici e privati le difficoltà che coinvolgono l’intera cittadinanza, dato che i campi nomadi sono insediati in quartieri problematici (un esempio per tutti, il campo alle spalle del cimitero, nel quartiere Zia Lisa).

Cerchiamo anche di risolvere alcune problematiche, come l’evasione scolastica da parte dei minori: attraverso un progetto di inserimento scolastico e di mediazione linguistica, siamo riusciti ad inserire 9 bambini rom in una classe e la risposta da parte degli abitanti del quartiere è stata assolutamente positiva, i bambini sono stati accettati senza riserve.»

Quali sono le difficoltà riscontrate?

«Le difficoltà provengono innanzitutto dal contesto: Catania è una città con grossi problemi e disagi diffusi, che si ripercuotono quotidianamente su tutta la popolazione; quindi quello dei Rom è un problema che aggrava maggiormente il fardello di questa città. La situazione abitativa è un vero e proprio punto critico: c’è stata un’ingiunzione di sgombero del campo due anni fa, ma nella realtà dei fatti non è stato risolto nulla; la politica degli sgomberi non aiuta l’integrazione e non costituisce una soluzione, perché non pone alternative. Queste persone non hanno dove stare, e sono quindi tornate negli accampamenti che, quasi inutile dirlo, non versano in condizioni ottimali e che non sono affatto preferibili ad abitazioni dignitose.»

Si parla spesso di Rom nei giornali, ma li conosciamo davvero?

«Non credo. Molti non hanno nemmeno un’idea molto chiara di chi siano i Rom, tendono ad associarli automaticamente ai rumeni, non conoscono le loro origini. C’è molta disinformazione a riguardo. I Rom sono un gruppo etnico di origine indiana; si stanziarono in varie parti dell’Europa durante il Medioevo ed in Romania è presente la più grande concentrazione di Rom, dato che essi sono stati tenuti come schiavi fino alla fine dell’Ottocento. Dopo il crollo del regime socialista e soprattutto in seguito all’ingresso della Romania nell’Unione Europea, i Rom, che costituiscono la parte più povera ed emarginata del paese, hanno iniziato a migrare altrove.

Come Rom e rumeni sono realtà distinte, così i Rom sono un gruppo eterogeneo: si pensi ad esempio che in Sicilia vivono ormai da secoli i Camminanti, stanziatisi qui parecchi secoli fa; vi sono i Rom jugoslavi, che sono in Sicilia da un po’ e che stanno iniziando ad inserirsi nel tessuto lavorativo; vi sono i Rom della Romania, che sono arrivati pochi anni fa e che hanno bisogno di aiuto per potersi integrare.»

E’ da supporre che ogni aiuto e contributo vi sia utile…

«Assolutamente sì. I volontari sono ben accetti, soprattutto nell’ambito dell’assistenza scolastica, ma abbiamo bisogno anche di alcune figure professionali: un infermiere o un medico innanzitutto, dato che spesso per i Rom è difficile usufruire anche delle più elementari prestazioni sanitarie; ci sarebbe immensamente utile anche un progettista capace di stilare e compilare in maniera corretta dei progetti per partecipare ai bandi per i finanziamenti.»

Un ricordo particolare legato alla tua esperienza all’Opera Nomadi?

«Durante lo scorso inverno il campo nomadi, che si trova all’interno di un fossato argilloso, si allagava spesso in caso di pioggia. Mi ha sorpreso vedere come ogni mattina i genitori si caricassero i bambini sulle spalle, lavandoli per bene e stando attenti che non si macchiassero, per portarli fino all’ingresso del campo e farli andare a scuola.»

Opera Nomadi Catania [1] sarà presente all’interessante iniziativa “Altre culture in città – Mercatino etnico” che si terrà Domenica 28 Marzo all’ex Monastero dei Benedettini di Catania.

Ornella Balsamo