Pubblicato il: 31 marzo, 2011

Parcheggi a Catania: tutti assolti

catania_piazza_europaTutti assolti “perché il fatto non sussiste”.  Quattro anni dopo il sequestro dei cantieri, è arrivata la sentenza di primo grado con cui la terza Sezione penale del Tribunale di Catania, presieduta da Filippo Milazzo e composta dai giudici Enza De Pasquale e Antonella Bacianini, ha chiuso il processo per i parcheggi di Piazza Europa. Sul banco degli imputati per abuso d’ufficio c’erano l’ex Sindaco e commissario per l’emergenza traffico, Umberto Scapagnini, l’allora responsabile dell’Ufficio Speciale costituito ‘ad hoc’, Tuccio D’Urso, e tre membri della commissione di valutazione, ovvero Mario Arena, Salvatore Fiore e Giovanni Laganà. Sotto accusa anche gli imprenditori titolari delle ditte aggiudicatisi gli appalti, praticamente gli uomini più potenti del capoluogo etneo: Mario Ciancio Sanfilippo, Ennio Virlinzi, i fratelli Sebastiano e Domenico Costanzo di “Tecnis”. L’accusa, sostenuta dal sostituto procuratore Giuseppe Gennaro e dal pm Francesco Puleio, puntava il dito sulle procedure per il varo del project financing in relazione alle strutture previste nei bandi di gara e nelle bozze di convenzione proposte. Il presunto abuso, in particolare, sarebbe derivato dalla realizzazione di negozi nel parcheggio multipiano finito sotto sequestro.  L’opera e le procedure seguite avrebbero posto “a carico del Comune di Catania consistenti oneri non coperti da previsioni di spesa”. Per i giudici, invece supportati da una perizia tecnica degli ingegneri Guido Moutier e Antonio Pratelli, le procedure erano regolari. Ora il cantiere di Piazza Europa verrà dissequestrato e le imprese otterranno di poter riprendere i lavori. La vicenda ha inizio il 29 agosto 2007, quando la Guardia di Finanza appose i sigilli sulla struttura. Da allora i lavori si sono fermati, e le successive richieste di dissequestro furono tutte bocciate e rimandate all’esito della vicenda giudiziaria. Il rinvio a giudizio per gli imputati arrivò il 12 maggio 2009. Il processo inciampò quasi subito sulla controversa valutazione delle perizie. Il Tribunale si affidò agli ingegneri della Normale, Moutier e Pratelli. L’accusa, invece, aveva dovuto fare i conti con le perizie discordi dei propri consulenti. Lo scorso Ottobre, poi, Gennaro e Puleio provarono a ricusare il collegio giudicante, ritenendo che il Tribunale si fosse esposto nel presentare un’ordinanza contenente la rinuncia al prosieguo dell’istruzione dibattimentale. La richieste della pubblica accusa arrivarono l’8 Marzo: condanna per tutti gli imputati. Ma l’ordinanza del collegio giudicante, poi non ricusato perché la Corte d’Appello decise per il prosieguo in Tribunale, aveva già incanalato negli esiti odierni l’intero iter giudiziale.

Enrico Sciuto

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