Pubblicato il: 30 dicembre, 2011

Pedopornografia online: una piaga tecnologica

pedopornografia-onlineFotografie, negativi, diapositive, riviste, libri, disegni, film, videocassette, file e CD-rom: sono vari i metodi che permettono alla pedopornografia online, una piaga dei giorni d’oggi che ha iniziato la sua esistenza con l’avvento delle nuove tecnologie, di nutrirsi.

Ma partiamo dal principio: per pedopornografia online si intende qualsiasi rappresentazione di minorenni ritratti nudi integralmente o in parte in pose esplicite o coinvolti in atti sessuali. In essa ricade anche la pseudo-pedopornografia, ovvero rappresentazioni ottenute attraverso fotografie sovrapposte o modificate da immagini reali assolutamente innocenti.

Il fenomeno è in espansione, ed avviene in veri e propri network internazionali dove le comunità dei pedofili si ritrovano per scambiarsi materiale prevalentemente di natura domestica, ovvero realizzato dagli stessi. Talvolta, i minori vengono adescati attraverso il grooming, ovvero in chat dove l’adulto mostra al minore immagini pornografiche e pedopornografiche per convincerlo che certi atteggiamenti siano del tutto normali. Altre volte, il materiale viene ottenuto con la promessa di ricariche telefoniche. Solitamente, come luoghi di incontro si prediligono siti internet appositi, chat, newsgroup e mailing lists. Qui il materiale viene scambiato attraverso il pagamento di somme molto ingenti: il prezzo delle foto può variare da 30 a 130 euro mentre i filmati arrivano a costare 260 euro, ma la cifra sale nel caso in cui contenessero scene di sadomaso, violenza estrema o rapporti con animali. Le vittime hanno solitamente tra i tre ed i dodici anni, anche se solitamente la stragrande maggioranza del materiale ritrae bambini tra i quattro e gli otto anni. Nonostante ciò, non mancano anche atroci eccezioni, quali quelle concernenti bambini di 15/20 giorni soltanto. Si calcola, addirittura, che la percentuale delle possibili vittime di abusi in europa oscilli tra il 10 ed il 20%, e proprio per questo nell’Unione europea si parla di inasprimento delle pene nei confronti di chi commette reati di questo tipo e di provvedimenti da adottare anche dopo lo sconto della pena, quali il divieto a lavorare a contatto con i bambini. Un solo dato sembra rassicurarci: se l’Europa, da un lato, è un grande “produttore” di materiale; al contrario risulta essere all’ultimo posto tra i “consumatori”. La domanda principale, infatti, arriva dagli Stati Uniti, dove si trova ben il 55% dei server provider concernenti questo tipo di traffico. In totale, si conta che ogni anno appaiano online ben 500 mila nuove immagini appartenenti alla categoria del “soft-core” (bambini nudi o in atteggiamenti di seduzione) e 550 mila di “hard-core” (dove i minori sono coinvolti in veri e propri atti sessuali). Le vittime sono circa 20mila sparse per tutto il mondo: tante piccole speranze infrante e sogni nel cassetto mutilati, tante persone la cui vita è stata rubata e rotta in un momento, senza possibilità di ritorno.

Sara Servadei


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