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Pensioni di reversibilità: un sistema assurdo

11 marzo 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

pensioniLa difficile situazione previdenziale in Italia, che tutti sappiamo essere in piena crisi – crisi che non sembra avere via d’uscita nemmeno attraverso le improbabili riforme che vengono di tanto in tanto proposte – non  va a colpire solo gli anziani, ma anche giovani e intere famiglie. Abbiamo parlato con Alessandro Piccolo, laureato in Filosofia e impiegato per una nota catena di fast food, che ci ha raccontato delle difficoltà a cui va incontro la sua famiglia.

«La mia storia è quella di un ragazzo che diversi anni fa ha perso il padre, dirigente delle Poste di Catania. Come conseguenza, per sopravvenuti problemi di salute di tipo psico-depressivo, mia madre si è dovuta dimettere dal suo lavoro. Così, l’unico nostro mezzo di sostentamento è costituito dalla pensione di reversibilità (la pensione di una persona defunta che viene data in quota ai legittimi eredi). Da Novembre dell’anno scorso ci ritroviamo senza la quota di mia sorella perchè per motivi anche legati alla scomparsa di nostro padre è andata fuori corso all’università. In questo modo, secondo me, si rende evidente il paradosso della Legge Italiana: essa infatti garantisce la quota di pensione a uno studente fino al ventiseiesimo anno di età. Purché sia in corso. Come si può pensare una legge del genere visto che al di fuori della laurea in medicina non esiste un corso di studi lungo otto anni (e ammettendo che si inizino gli studi universitari a 18 anni)? Ma la cosa ancora più grave è che questi soldi non vengono ridestinati alla quota di nostra madre ma vengono interamente regalati allo Stato, come se già non agli avessimo regalato abbastanza festini in Costa Smeralda. Coi vari passaggi, infatti, da quando mio padre lavorava a quando abbiamo inziato a ricevere la pensione di reversibilità, lo Stato si è preso una cifra sicuramente superiore al 30 %. Purtroppo spesso le ragioni di una persona come me, che purtroppo nella società italiana è l’ultima ruota del carro, non vengono ascoltate, ma questa decurtazione per una famiglia come la mia può fare la differenza fra vivere e sopravvivere».

Tomas Mascali

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