Pubblicato il: 26 novembre, 2011

Pergamena, carta, ebook: cambia il modo di leggere

Old_book_bindingsGli esperti dell’editoria, riunitisi in questi giorni alla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, tratteranno tra gli altri il tema del futuro del libro digitale.

L’ebook o Electronic-book, per i pochissimi che ancora non lo sapessero, è un libro in formato elettronico, consultabile attraverso un pc, un lettore digitale o anche un telefonino. Ha le dimensioni più o meno di un libro comune, ma è decisamente meno pesante. Si può leggere ovviamente, ma anche sottolineare, evidenziare, sfogliare, inserire un segnalibro persino. Un libro elettronico consente di conservare e visualizzare (ops, leggere) un numero enorme di libri diversi, tutto utilizzando un solo, leggerissimo tablet.

Insomma, avere un ebook nella borsa è come avere in tasca un’intera biblioteca!

Gli addetti ai lavori sostengono che l’editoria americana sia ormai quasi matura per affrontare il grande passo: niente più libri in formato cartaceo, solo libri digitali! Questa epocale transizione, ancora di là da venire, a livello mondiale almeno, ne ricorda altre due importanti per la storia della trasmissione del testo: il passaggio dal papiro alla pergamena e dal rotolo di pergamena al codice.

Nel mondo antico il materiale scrittorio abituale era il papiro. Più fogli di papiro venivano congiunti insieme a formare un rotolo unico che andava svolto man mano che si leggeva e riavvolto dalla parte opposta. Molti testi ci sono giunti su papiri o frammenti di essi provenienti soprattutto dall’Egitto, scrigno preziosi di testi che, altrove, sarebbero più facilmente andati perduti.

Il papiro fu usato nel mondo greco probabilmente a partire dal VII a.C. e da qui, emigrando in tutto il Mediterraneo e soprattutto nel mondo romano, divenne il supporto scrittorio per eccellenza. Almeno fino all’epoca cristiana, quando l’uso della pergamena, ricavata da un trattamento particolare di conciatura della pelle di pecora o di capra, lo soppiantò grazie alla maggiore resistenza e alla migliore superficie di scrittura.

Questo passaggio papiro-pergamena costituì un importante momento di strozzatura per la trasmissione dei testi antichi: non tutti infatti furono trascritti da un materiale scrittorio all’altro (in base ovviamente al gusto di chi commissionava la copia) e, essendo il papiro decisamente più fragile, possiamo solo immaginare quanto ciò abbia influito sulla perdita di molti testi.

Eppure fu un altro il momento davvero decisivo per la trasmissione soprattutto dei classici: il passaggio dal rotolo di pergamena al codice, avvenuto fra il II ed il IV d.C. soprattutto per opera dei cristiani. Il codice, formato da singoli fogli di pergamena rilegati insieme, rendeva la consultazione dei testi decisamente più facile e la loro conservazione più agevole ed efficace.

Questa transizione avvenne ovviamente per tutti quei testi che furono ritenuti meritevoli di essere trascritti e poiché questa minuziosa opera di riproduzione fu portata avanti da copisti ecclesiastici, è facile immaginare che non venissero affatto privilegiati testi di autori pagani. Fortunatamente però soprattutto dal IV in poi anche Platone, Aristotele, Eschilo, Catullo e Orazio, solo per citarne qualcuno, sebbene spesso non integralmente, sono giunti fino a noi.

Insomma, che l’ebook rappresenti una nuova strozzatura nella storia della trasmissione del testo? Cosa andrà perduto nel tempo e cosa sarà ritenuto degno di essere tramandato ai posteri?

Ditemi i vostri 3 libri da conservare nella scatola del tempo e io vi dirò i miei.

 Giulia Segnalini

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