Pubblicato il: 12 Gennaio, 2010

Piange il Telefono… Azzurro

Dal primo giorno di Gennaio 2010 ventisei operatori della sede palermitana della famosa O.N.L.U.S. andranno definitivamente a casa. Le motivazioni addotte dai vertici dell’Associazione fanno riferimento a questioni di natura economica, ma la vicenda è destinata a far discutere parecchio perché piena di lati oscuri. Innanzitutto esiste una proroga del Ministero delle Pari Opportunità che assicurerebbe a tutti i lavoratori in servizio al 114 Emergenza Infanzia il prosieguo dell’attività fino ad Aprile. Inoltre l’Associazione SoS Telefono Azzurro di Palermo ha sede in un grande appartamento sequestrato alla mafia, quindi non paga l’affitto e circa un anno e mezzo fa ha ricevuto una donazione di due milioni e mezzo di euro dallo sceicco dell’Oman. Un “Ente Morale” (istituito grazie al decreto del 1990 del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga) che da anni si impegna a tutelare i diritti dei bambini e degli adolescenti, ma che adesso sembra dimenticare i diritti dei lavoratori, gli stessi che per oltre due anni hanno svolto con professionalità il loro lavoro. Ma la cosa più inquietante è che questi ventisei operatori, tra cui due mamme da soli 4 mesi, verranno rimpiazzati dai volontari del Servizio Civile che dovranno garantire un uguale qualità del servizio. Sebbene non si possa discutere sulla buona volontà e l’impegno dei ragazzi che svolgono il Servizio presso l’Ente, comunque sia essi necessiterebbero di formazione e supporto al fine di raggiungere gli stessi livelli qualitativi degli operatori licenziati. Non quadra inoltre il fatto che mentre in altre regioni d’Italia, come in Campania, nuovi centri territoriali siano aperti e sia incrementato il numero degli operatori. La scelta dei vertici palermitani sembra quindi più una mossa aziendale che morale. E che dire del contributo versato dalla Regione Siciliana e dal 5 per mille? Tutti quesiti che attendono ancora risposta.

Giuseppina Cuccia

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.