Pubblicato il: 25 luglio, 2017

[Racconti a puntate] Il fuoco e il faro (prima parte)

raccontiLa mia vita è uguale a quella di tanti uomini: una donna che ho sposato cinque anni fa, un lavoro di cui non mi lamento e che ho avuto la fortuna di scegliere, degli amici d’infanzia che tuttora frequento.

Una vita tranquilla la mia. Tuttavia vivo dando adito  alle zone oscure della mia mente di prendere il sopravvento.

Tradisco Viviana da sempre, da quando il nostro è diventato un rapporto collaudato, credo che lo faccia perché è nella mia natura, ma potrei anche dire che lo faccia perché il mio rapporto con lei presenta delle discrepanze.

Mi chiedo se con un’altra donna avrei le stesse necessità, la stessa voglia di evasione.  Il mio non è un tradimento che si alimenta solo attraverso il desiderio fisico di un’altra donna: per me è necessario il coinvolgimento mentale prima di tutto.

Ed è stato così con Sonia. Un fuoco, il nostro, che ha incendiato le nostre menti.

Non l’ho amata, l’amore non aveva nulla a che fare con la nostra situazione.
L’ho conosciuta durante un tragitto in pullman che doveva portarmi a Messina.

Mi attendeva un convegno universitario ed ero particolarmente concentrato sul discorso che stavo preparando e che avrei esposto.

Sonia era seduta accanto a me, con un abito azzurro leggero, le scarpe bianche con la punta e il tacco sottile. Tra una parola e l’altra abbiamo conversato molto. Lei aveva 24 anni, senza impegni sentimentali, studiava musica e avrebbe dovuto affrontare un’audizione a Napoli; si stava recando a Messina per raggiungere la città in traghetto. Emanava sensualità da tutti i pori: il modo di parlare, l’intensità con cui mi fissava negli occhi. Era un’ammaliatrice e, soprattutto, introspettiva; aveva captato le mie pulsioni, la mia irrequietezza e cercava nei modi più suadenti di portare tutto a galla. “Ti piace molto il profumo delle donne, vero? Non fai altro che cercare di capire di che essenze si componga il mio, usando mille scuse… – e sorrideva con la sua spontanea sensualità – Non ti dirò il nome del profumo, ci tengo a tenere segrete le mie armi di seduzione… – Stavolta rideva lasciando che i suoi bianchissimi denti si mostrassero in tutta la loro perfezione. Arrivati alla stazione dei pullman ci siamo incamminati verso un caffè del centro …

Continua…  
Carl Lucas

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