Pubblicato il: 18 novembre, 2011

Riforma Sanità: la mannaia sulla salute

ospedale-caltagironeE’ tempo di crisi e quindi è tempo di tagli, la spesa va ridotta e gli sprechi eliminati o contenuti, però sempre più spesso ci si accorge che le spese che vanno rimodulate sono solo ed esclusivamente quelle dei servizi rivolti ai cittadini. Tra i servizi essenziali garantiti ai cittadini c’è sicuramente quello della sanità pubblica, in Sicilia gestito dalla Regione Siciliana, che sta vedendo in questo ultimi mesi un ridursi continuo di erogazione servizi e un montare crescente di proteste dei cittadini. Nella nostra provincia, poi, ci sono casi definiti “allarmanti” e, ad eccezione dei nosocomi cittadini, tutti quelli della provincia hanno subito tagli più o meno consistenti.

Con la nuova riforma della sanità siciliana sono state soppresse alcune postazioni del 118 in centri con 2.000 abitanti o meno per “risparmiare” solo poche decine di migliaia di euro, ma è impensabile che si debba giocare con la salute di un paese, anche se piccolo, per risparmiare somme che sul bilancio contano meno dell’uno per cento. Il caso eclatante è Raddusa, comune sito nel comprensorio calatino, che non avrà più una postazione del 118 e per i soccorsi dovrà attendere ambulanze provenienti da altri centri senza contare il fatto che l’ospedale più vicino è a Caltagirone che dista ben 35 chilometri.

Dalle ambulanze i tagli si dirigono anche verso le “rimodulazioni” degli ospedali. Il nosocomio di Giarre è stato accorpato a quello di Acireale con servizi dimezzati nell’uno e nell’altro plesso. Bronte e Biancavilla accorpati a Paternò con conseguente taglio di unità operative in tutti e tre i plessi; mentre Militello e Caltagirone formeranno distretto a se con il taglio dell’Ortopedia nel primo dei due nosocomi.

Una mannaia che porterà la Regione a risparmiare milioni di euro ma solo ed esclusivamente sulla salute dei cittadini e intanto montano le proteste di consigli comunali, Sindaci e cittadini che sembrano non voler accettare di buon grado i decreti regionali.

Come andrà a finire questa triste storia non lo sappiamo, intanto è uscito fuori che la sede della Regione Siciliana a Bruxelles costa quasi 3 milioni di euro all’anno, li nessuno taglia niente.

Sebastiano Caruso

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