Top
FacebookYou Tubetwittermyspace

Riforma Sanità: la mannaia sulla salute

18 novembre 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

ospedale-caltagironeE’ tempo di crisi e quindi è tempo di tagli, la spesa va ridotta e gli sprechi eliminati o contenuti, però sempre più spesso ci si accorge che le spese che vanno rimodulate sono solo ed esclusivamente quelle dei servizi rivolti ai cittadini. Tra i servizi essenziali garantiti ai cittadini c’è sicuramente quello della sanità pubblica, in Sicilia gestito dalla Regione Siciliana, che sta vedendo in questo ultimi mesi un ridursi continuo di erogazione servizi e un montare crescente di proteste dei cittadini. Nella nostra provincia, poi, ci sono casi definiti “allarmanti” e, ad eccezione dei nosocomi cittadini, tutti quelli della provincia hanno subito tagli più o meno consistenti.

Con la nuova riforma della sanità siciliana sono state soppresse alcune postazioni del 118 in centri con 2.000 abitanti o meno per “risparmiare” solo poche decine di migliaia di euro, ma è impensabile che si debba giocare con la salute di un paese, anche se piccolo, per risparmiare somme che sul bilancio contano meno dell’uno per cento. Il caso eclatante è Raddusa, comune sito nel comprensorio calatino, che non avrà più una postazione del 118 e per i soccorsi dovrà attendere ambulanze provenienti da altri centri senza contare il fatto che l’ospedale più vicino è a Caltagirone che dista ben 35 chilometri.

Dalle ambulanze i tagli si dirigono anche verso le “rimodulazioni” degli ospedali. Il nosocomio di Giarre è stato accorpato a quello di Acireale con servizi dimezzati nell’uno e nell’altro plesso. Bronte e Biancavilla accorpati a Paternò con conseguente taglio di unità operative in tutti e tre i plessi; mentre Militello e Caltagirone formeranno distretto a se con il taglio dell’Ortopedia nel primo dei due nosocomi.

Una mannaia che porterà la Regione a risparmiare milioni di euro ma solo ed esclusivamente sulla salute dei cittadini e intanto montano le proteste di consigli comunali, Sindaci e cittadini che sembrano non voler accettare di buon grado i decreti regionali.

Come andrà a finire questa triste storia non lo sappiamo, intanto è uscito fuori che la sede della Regione Siciliana a Bruxelles costa quasi 3 milioni di euro all’anno, li nessuno taglia niente.

Sebastiano Caruso

Facebook Digg Del.icio.us StumbleUpon Reddit Twitter RSS

Commenti

Inserisci un commento...
inoltre, puoi aggiungere un avatar.

(Si informa che ai sensi dell'art. 13 d.lgs. 196/2003 gli ip dei commenti vengono registrati.)
Nota bene: essendo i commenti soggetti a moderazione non se ne garantisce la pubblicazione.

Bottom