Pubblicato il: 17 Settembre, 2010

Rothenburg ob der Tauber – anche se di passaggio

RothenburgUna piccola sorpresa della Bavaria che rischia di essere messa in secondo piano rispetto alle più grandi Norimberga e Monaco. Ma Rothenburg è una meraviglia medioevale che vale la pena di visitare anche se solo di passaggio, cosa che si verifica spesso dato che fa parte dell’itinerario ciclabile Romantische Straße, i 341km che collegano i Castelli di Baviera alla Franconia.

Ed in molti sembrano averne scoperto la bellezza data la vasta copertura alberghiera che viene offerta in città.

Cinta all’interno delle sue mura medievali percorribili a piedi, Rothenburg la si gira bene a piedi, ci si lascia facilmente ammaliare dalla ricercata semplicità delle sue vie, dall’eleganza delle sue abitazioni, dai mille colori che riempiono le vetrate dei negozi. Come domeniche in un calendario compaiono solenni qui e lì le sue porte d’accesso, tra cui la Roeder Tor che arrocca un’altra torre, la Wurzburger Tor e la Kligen che sorge vicino alla cappella di Wolgang risalente alla seconda metà del ‘400.

La vita prende corso lungo la piazza del mercato che ospita l’immancabile Rathaus, edificio del municipio dalla facciata rinascimentale ma con alcuni elementi gotici. La vecchia taverna del municipio è oggi l’ufficio di informazioni turistiche, ma ancora attira molti curiosi per una sfilata di figurine che con precisione certosina viene scandita dall’orologio meccanico dalle 11 alle 15 e poi dalle 20 alle 22. Nella piazza bancarelle di frutta, insaccati, dolci di avena e cioccolato fondente. Orologi a cucù, gnomi e santi. Un bambino lava una pesca nella fontana di St. Georgsbrunnen con l’innocenza che addolcisce l’inconsapevole blasfemia di giocare con una statuetta di un santo e uno gnomo alla guerra.

Da qui si raggiunge l’arteria principale della città, la Herrngasse (via dei Signori) che collega la piazza con i giardini del castello da cui si gode di una bellissima vista sulla vallata e sullo sperone roccioso del fiume. Al tramonto le torri, il ponte del Tauber e il santuario Kobozeller sembrano vibrare nell’aria tesa di un tramonto che si fa spazio a bracciate nella vallata del fiume.

Si cammina tra abitazioni colorate a graticcio, vetrate  di negozi d’artigianato e balconi in fiore.

È una piccola cittadina legata alle sue tradizioni che di primavera si veste di geranei, di inverno si fa portavoce dello spirito natalizio con meravigliose decorazioni, specchietto delle allodole per molti turisti nel rimanente periodo.

Luca Colnaghi

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