Pubblicato il: 9 dicembre, 2009

Sanità privata: “L’America è in Italia”

sanita_medicoLa sanità in Italia è pubblica quindi non solo è sovvenzionata dallo Stato ma è anche aperta a tutti. Proprio a tutti. Ricchi o poveri che siano. Il nostro governo vorrebbe scrollarsi di dosso questa spesa e, se ci riuscirà, risparmierà miliardi di euro l’anno. Una bella somma. Dunque, bisogna ben capire cosa accadrà nel momento in cui la sanità potrebbe privatizzarsi. Uno sguardo va rivolto verso l’America (a eccezione del Canada dove lì la sanità è pubblica) dove la sanità è a totale carico del cittadino. Ogni americano quindi deve pagare di tasca propria eventuali ricoveri, operazioni e medicine. Da qui sono nate le assicurazioni sanitarie cioè delle società di capitali alle quali ogni cittadino paga ogni mese una quota e, nel caso di infortunio, l’assicurazione provvederà al rimborso delle spese sostenute. Funziona come per le macchine. Ovviamente ogni assicurazione ha un prezzo. Più si paga e più si ottiene la copertura per malattie più gravi. Quindi sarà sempre il ricco a potersi permettere una simile copertura. Il ricco avrà la possibilità di trapianti, cure specifiche e all’avanguardia e assistenza altamente qualificata. A chi non potrà permettersi questo lusso, gli si prospetteranno 2 strade: la morte o l’augurio che nella vita si possa beccare solo un raffreddore. Roger Moore, un regista americano, ha realizzato nel 2005 un film intitolato “Sicko”, nel quale ha denunciato il sistema sanitario americano. Il film si compone di una miriade di testimonianze nelle quali emergono famiglie ridotte sul lastrico per poter pagare le spese sanitarie, una moglie che piange il proprio marito al quale è stato negato un trapianto per la salvezza e una madre che ricorda come la sua figlioletta le è morta tra le braccia perché in ospedale le hanno negato il soccorso. Tutto vero purtroppo. La sanità italiana pecca nello spreco e nella cattiva gestione delle risorse. Ma almeno a nessuno verrà negato il diritto di curarsi e, eventualmente, di guarire. La salute è un diritto, non un lusso. Le malattie e i malanni colpiscono tutti indifferentemente dallo stato sociale di appartenenza. Allora perché privatizzare il sistema? Solo perché gli errori di chi non è stato all’altezza della situazione ricadono inesorabilmente con chi ha solo la colpa di averlo votato e di aver avuto fiducia nel suo possibile operato. Ecco tutto. Un consiglio? La visione del film.

Caterina Tipa

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