Pubblicato il: 16 Novembre, 2010

Sant’Arcangelo Trimonte: non c’è solo Terzigno!

Sant'Arcangelo Trimonte (discarica)In questi giorni si sta assistendo, in maniera abbastanza inerme, alla nuova emergenza rifiuti che da anni attanaglia la Regione Campania e i suoi abitanti. Agli onori della cronaca, questa volta, è salito Terzigno, città dell’entroterra napoletano: le proteste dei suoi cittadini, spesso sfociate in violente colluttazioni con le forze dell’ordine, hanno fatto il giro dell’intera penisola. Nello stesso territorio campano, però, c’è un altro paese che si trova nelle medesime condizioni, ma che purtroppo non riesce a far notizia. Sant’Arcangelo Trimonte, provincia di Benevento, è un piccolissimo centro che unisce la provincia sannita a quella irpina e che dal 2001 è entrato in un incubo da cui ancora non ha avuto modo di svegliarsi. Proprio in quell’anno, infatti, il Commissariato per l’emergenza rifiuti decise di realizzare una discarica sulle splendide colline sannite; discarica che avrebbe dovuto raccogliere, momentaneamente, i rifiuti del Consorzio Napoli 3. Successivamente, e precisamente l’11 maggio 2007, il Governo ha individuato nello stesso Comune un nuovo sito per la realizzazione di un’altra vasca che prontamente è stata realizzata; l’accordo tra Governo e Comune prevedeva che, prima di procedere all’installazione della nuova discarica, bisognava bonificare la prima vasca costruita: sono passati più di tre anni, ma il processo di bonifica non è stato neanche avviato. Oggi Sant’Arcangelo e i suoi 629 abitanti ospitano ben 900.000 tonnellate di immondizia ed è così che il centro è passato da piccolo paese a vocazione agricola a paese a vocazione “monnezza”. La speranza dei cittadini risiedeva nella chiusura definitiva dell’emergenza rifiuti; tutti auspicavano, e credevano, che con la fine dell’emergenza i guai per Sant’Arcangelo sarebbero finiti. Niente di più falso! Napoli si trova nuovamente invasa dall’immondizia e così, ancora una volta, il piccolo paesino è costretto a dover accogliere i suoi rifiuti. Quindici giorni fa, infatti, con un’ordinanza-lampo il Presidente del Consiglio della Regione Campania ha indirizzato enormi quantitativi di rifiuti nella discarica di Sant’Arcangelo, nonostante sia ormai accertato che le vasche si trovino su un terreno a grave rischio idrogeologico e altamente sismico, nonostante lo stesso territorio sia attraversato da un elettrodotto da 150 KV, nonostante le abitazioni siano distanti dal sito solo 800 metri, non rispettando la distanza minima di un chilometro, imposta per legge. Nessuno dà risonanza a questi problemi; nessuno si occupa di dare la giusta voce a questa gente disperata. Forse perché queste persone non riescono ad utilizzare la violenza, ma provano solo ad urlare tutta la loro rabbia: ai sit-in davanti alla discarica si presentano al massimo in 20, disperati, affranti, ma mai nessuno si lascia colpire da qualche folle raptus. La loro arma? Una valanga di denunce. Ma evidentemente non bastano… E allora nasce il sospetto, legittimo, che 600 persone non contino poi così tanto… I problemi? Che se li risolvano da soli! Così Sant’Arcangelo resterà il paese dei 9 chilometri quadrati di territorio e delle tre discariche.

Massimiliano Mogavero

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