Pubblicato il: 27 Settembre, 2009

Se anche i genitori protestano contro la scuola

Se anche i genitori protestano contro la scuolaSi è conclusa lunedì la protesta dei genitori dei ragazzini di prima media in un comune dell’ennese. A scatenare la loro furia è stata la mancata formazione di una quinta classe che avrebbe “alleggerito” il carico delle altre quattro. Infatti l’Ufficio Scolastico Regionale ha predisposto la creazione di quattro classi, due a tempo normale, di 25 e 28 alunni ciascuna e due a tempo prolungato, anch’esse di 25 studenti. A causa dei nuovi provvedimenti dettati dal ministro Gelmini i Provveditorati sono stati costretti a tagliare un po’ dappertutto e a farne le spese, in questo caso, sono stati i ragazzi, costretti a stare per cinque ore (nel caso del tempo prolungato anche di più) in classi piccole e sovraffollate. Per questo motivo i loro genitori hanno formato un comitato e protestato per ben cinque giorni davanti la Scuola Media chiamata in causa. Ad aggravare il problema è il fatto che in una delle due classi a tempo normale, sono presenti due disabili, bisognosi di insegnanti di sostegno e di un contesto sereno in cui imparare, mentre il comma 2 dell’art. 5 del decreto 81/2009 prevede non più di 20 alunni nelle classi che ospitano alunni disabili. Anziché creare una terza classe a tempo normale con meno alunni, in modo da ridistribuire i rimandati dell’anno scorso e i ragazzi in sovrannumero della classe con soggetti disabili, l’Ufficio Scolastico Regionale ha optato per la soluzione meno dispendiosa. I genitori intanto hanno ottenuto qualche risposta dal prefetto e solidarietà dalla Uil Scuola e dalla Cisl nonché dal commissario del piccolo comune e dai Carabinieri della locale caserma. Ma il problema resta e secondo i genitori a rischio è il diritto allo studio dei loro figli, pregiudicato dalla ristrettezza delle aule e dalla forte presenza, ben 18, alunni ripetenti che, secondo loro, avrebbero bisogno di un’attenzione educativa particolare. Nell’attesa che qualche risposta concreta arrivi, i ragazzi hanno cominciato il loro anno scolastico, seppur con notevole ritardo.

Giuseppina Cuccia

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