Pubblicato il: 9 Febbraio, 2010

Se la finzione è più importante della realtà

Da qualche settimana è ufficiale: la soap opera “Agrodolce”, prima in assoluto ad essere ambientata interamente in Sicilia, è salva. Lo sceneggiato, figlio di Giovanni Minoli, infatti riprenderà ad andare in onda su RaiTre poiché è stata rinnovata la convenzione tra la Rai e il dirigente generale dei Beni Culturali, Enzo Emanuele. Dopo mesi di attesa, durante i quali si era temuto di non potere più finanziare la fiction, ecco che, quasi miracolosamente, le risorse spuntano. Sono 25 milioni di euro, prima destinati dal Cipe alla viabilità ennese e adesso indirizzati, invece, a far ripartire “Agrodolce”. Alla città di Enna e ai suoi abitanti qualcosa di agrodolce è rimasto: il sapore di vedere declassati i gravi problemi che li affliggono a tutto vantaggio di una soap che sicuramente crea effetti positivi in Sicilia, dando lavoro a circa 600 persone, ma che essendo fiction, cioè finzione, non dovrebbe avere precedenza rispetto ai problemi reali. Che sono quelli che vive Enna la quale, a causa della decisione del presidente Lombardo, non avrà più la sua attesa scala mobile, progettata per collegare la zona bassa con la zona alta della città, in modo da snellire il denso traffico. Che il progetto della scala sia, a detta di Lombardo, incompatibile a livello ambientale, è un’altra questione anche perché i contributi avrebbero potuto trovare un altro impiego, tanti e tali sono le urgenze della provincia più povera d’Italia: le strade e infrastrutture malmesse, il turismo dimenticato, servizi scadenti, nessuna prospettiva lavorativa per i giovani costretti ad emigrare. Inoltre la soap opera, crea occupazione in Sicilia, ma ha uno share molto basso e non si capisce fino a quando dovrà essere finanziata, oltre che dalla Rai, anche dalla Regione Sicilia. L’importante è comunque esserci e apparire, sempre e comunque, tutto il resto è noia.

Giuseppina Cuccia

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