Pubblicato il: 20 dicembre, 2010

Sfintere d’oltremare

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Sabato 18 dicembre Immanuel Casto, grande stella del web con il suo ironico ed intrigante Porn Groove, è passato da Catania. Prima della serata al Pegaso, Immanuel è stato intervistato al Macondo cafè, durante un “intimo” incontro con il pubblico: erano presenti venti persone al massimo. Immanuel era accompagnato dalle splendide Beat Girls e da Keen, come sempre. “ Sono un cantore che attraverso l’utilizzo di musiche elettroniche e dance, va a sviscerare tematiche prettamente sessuali”, così si presenta il Casto Divo. Immanuel sfoggia proprietà di linguaggio apprezzabili e, al giorno d’oggi, rare e notevoli. Lui stesso puntualizza quanto sia importante l’uso corretto della lingua italiana e, dice: “ Purtroppo le mie orecchie vengono violentate ogni giorno da un linguaggio piatto e improprio”. Una delle prime domande che gli vengono rivolte indaga sul nesso tra la formazione cattolica e l’atteggiamento artistico di Immanuel, che spiega: “ Ho ricevuto un indottrinamento cattolico, non particolarmente invasivo, ma se non avessi avuto questo tipo di formazione non farei quello che faccio oggi; tuttavia me ne sono completamente distaccato, personalmente sono ateo o al massimo, anticlericale”. Anzi, per essere più specifici il rapporto di Immanuel con il divismo rende tutto ancora più limpido: “Immanuel, il nome che mi son dato, secondo l’etimologia ebraica vuol dire Dio è tra noi; non credo ci sia altro da aggiungere. Comunque nel mio profilo personale sono una persona molto disponibile, basta chiedere”.

La domanda successiva, proveniente sempre dallo stesso improbabile cantautore (così si definisce lui stesso) catanese, Paolo Antonio, è: Perché sei diventato una web star piuttosto di una radio star o TV star?

Non è una questione personale, in questo momento per qualsiasi artista emergente è piuttosto difficile emergere attraverso i canali mainstream che, sono troppo pochi.  Non è tanto un giudizio di merito, è veramente difficile per chiunque. Io ho avuto la fortuna di avere una diffusione online dove a mio avviso, esiste una nuova meritocrazia; in quanto se su MTV passano pochissimi video al giorno, venti in tutto (davvero pochissimi),  su internet puoi promuovere ciò che vuoi e se hai appeal, puoi andare. Nel mio caso fortunatamente va. L’immagine nella musica è importante. Gli artisti principali oggi non sarebbero tali senza la loro immagine. Penso che il videoclip per un artista musicale sia in questo momento l’opera più emblematica e rappresentativa, infatti mi concentro molto su questo aspetto. La cosa più importante è la direzione artistica, perché spesso con tanti soldi si ottengono videoclip davvero osceni e di cattivo gusto. I mezzi servono ma sono inutili se non c’è un’ottima direzione artistica. Io sono indipendente e mi auto produco, non ho mai cercato un contratto di produzione con una major, in quanto son venuto più volte in contatto con situazioni di artisti che ottengono faticosamente un contratto di questo tipo, ma la major magari non fa nulla per portare avanti i loro progetti, produce il disco ma se non fa un investimento nel marketing, nella comunicazione e nella promozione, così è inutile. Infatti il contratto che io ho cercato per tanto tempo e che alla fine ho ottenuto, è un contratto di distribuzione, non di produzione. È vero che prodursi ha dei costi elevati, ma in fondo investo  in quello che mi piace.

Paolo Antonio chiede ad Immanuel  quanto sia stata utile a Renato Zero la sua ambiguità in quegli anni e quanto utile a lui, oggi dichiararsi esplicitamente gay. Immanuel: “Renato Zero è una personalità molto forte caratterizzata in modo molto, molto preciso: sicuramente questa sua ambiguità non troppo esplicita lo ha aiutato. Comunque se si pensa al periodo degli anni Settanta e primi anni Ottanta, c’era molta più libertà, se si pensa ai programmi televisivi e agli artisti. Renato Zero ha una personalità artistica impossibile da trovare oggi in un artista mainstream. Per me è indifferente invece, non è un pro e nemmeno un contro, anche perché non ho fatto dell’omosessualità la mia poetica. È ininfluente quindi, però è anche vero che nell’ambiente televisivo è un ottimo biglietto da visita, devo dire che mi son fatto parecchi amici.”

Paolo Antonio: Vai al Gay Pride? Esiste l’orgoglio gay?

Certo che esiste e deve esistere. Sono un po’ pigro e quindi non vado abitualmente al Gay Pride (è capitato comunque), ma cerco sempre di rimediare in altro modo. Esiste anche l’orgoglio etero ed è legittimo, tuttavia, nella nostra cultura, la categoria dominante è molto precisa: uomo, maschio, bianco, etero sessuale. Tutte le altre categorie, donne, omosessuali, neri, hanno bisogno di un moto di orgoglio in più.

Per quanto riguarda le novità e le sorprese, Immanuel accenna al prossimo gioco di società da lui ideato:

“Presto uscirà il mio nuovo gioco dedicato allo sfruttamento della prostituzione: è un gioco di strategia. Non c’è un’oca da spostare come pedina, anche se gli uccelli non mancheranno. Ci saranno dei papponi che si sfideranno per contendersi il racket della prostituzione: ci sono le escort, estremamente remunerative, le prostitute di strada trattenute con la promessa di un permesso di soggiorno, e le giovani minori esportate, è la cosa più immorale che sia stata mai prodotta credo”.

Qualche ora dopo abbiamo seguito la web celebrity al Pegaso, dove, poco più tardi di mezzanotte si è esibito con i suoi pezzi più acclamati e anche con gustosissimi inediti prossimi all’uscita. In un vortice elettronico, glamour , ironico e sinceramente sensuale, Immanuel, Keen e le Beat Girls sono riusciti ad illuminare per una notte la città di Catania, o meglio, quella piccola parte di Catania che era presente.

Elena Minissale

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