Pubblicato il: 7 Febbraio, 2010

Sfrattata a 101 anni, chiede aiuto al web

La signora Cesira ha 101 anni, è disabile e costretta a letto nella sua abitazione a Roma. Eppure il 16 febbraio busseranno alla sua porta gli ufficiali giudiziari con in mano un documento di sfratto esecutivo per finita locazione e la signora Cesira sarà costretta a lasciare la sua casa. Da tempo l’anziana – che vive soltanto della pensione sociale – ha chiesto l’assegnazione di una casa popolare, ma le hanno spiegato che siccome ha ancora un appartamento in cui vivere, non ha diritto ad un nuovo alloggio. Si è rivolta al sindaco ed ha ricevuto nient’altro che una fredda risposta formale.

Ora il suo caso è approdato su Youtube e grazie ad un reportage realizzato da Marco Petruzzelli nonna Cesira ha potuto raccontare la sua incredibile odissea nella speranza di far sentire la propria voce.

L’abitazione nella quale vive la donna era di proprietà di un Ente che l’ha venduta e il privato che è subentrato pretende di poterne disporre subito. Nonostante la signora avesse già beneficiato della proroga di sfratto nel 2007, tra pochi giorni potrebbe trovarsi in mezzo ad una strada. Da qui la richiesta d’aiuto su Youtube, che grazie al web approda con tutta la sua forza anche in Campidoglio, tanto che il sindaco ha deciso di andare a trovare la signora nel suo appartamento. La donna lo ha accolto in carrozzella, con la figlia e il nipote che vive con lei e si prende cura della sua salute. Alla diretta interessata Alemanno ha spiegato che – prima di recarsi in visita – ha parlato con il Questore, il quale ha garantito che lo sfratto non sarà eseguito il 16 febbraio. Il sindaco si è impegnato personalmente affinché alla signora Cesira sia assegnato uno dei 170 appartamenti popolari che il Comune acquisterà entro la fine dell’anno.

Nella speranza che la promessa sia garantita, non resta che ringraziare l’autore del reportage e prendere atto di come l’uso costruttivo della rete, a volte, sia in grado di risolvere importanti questioni di carattere sociale.

Aldo Nicodemi

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