Pubblicato il: 10 giugno, 2011

SI’… per gridare: “NO!”

Cosa accade quando  le dittature sono subdole attorno a noi?
Il nostro paese è travolto da bufere di prevaricazioni,  cinismi e ridicoli sfoggi di prepotenze. La politica, si sa, è lo specchio di un paese e gli esponenti  della maggioranza all’interno di un Governo sono, in primis, i responsabili di scelte e condizioni vigenti. I cittadini, all’interno di uno  Stato, rappresentano  fautori  e vittime allo stesso tempo. Che la Libertà sia uno dei fondamenti  di qualsiasi Costituzione di natura democratica dovrebbe essere scontato, che poi questa  venga rispettata di fatto,  non sempre sembra essere altrettanto scontato.
Ma il discorso generico o allusivo non è sufficiente, meglio fare nomi e cognomi.
Un referendum  ci attende da qui a qualche giorno, quale occasione per rimettere in discussione  ruoli devianti e ‘diritti’  inspiegabilmente acquisiti , come quelli di un imprenditore salito in politica con il solo obiettivo di veder preservati i propri interessi e che ancora oggi  cela, dietro  l’alibi del ruolo pubblico,  infime brame  narcisistiche vestite da leggi autoreferenziali.  Il punto sul legittimo impedimento assume allora importanza vitale  in un paese che ha sancito il 2 giugno 1946 la forma di governo a lui più consono: quella  repubblicana. Gli italiani agli occhi del mondo sono grandi mangiatori di pasta asciutta, inventori della pizza, amanti del sesso e del calcio, poco affidabili negli accordi bellico-internazionali,  ma  sono anche quelli  che hanno fatto la Resistenza,  che hanno ostentato  indignazione e rifiuto  nei confronti di qualsiasi regime dittatoriale. Sono quelli che hanno scelto la divisione dei poteri nell’ordinamento  istituzionale del proprio paese, abolendo  per sempre il potere del singolo individuo presentato in  monarchie e totalitarismi di sorta.
I giornali devono informare senza essere faziosi, senza mostrare proprie posizioni politiche, facendo trapelare solo la più fervida obiettività, ma al valore dell’obiettività giornalistica non credono nemmeno i grandi giornalisti e Lo schiaffo, che da questi  ogni giorno prende esempio, non prova alcun disagio nel far percepire il proprio orientamento ideologico, che si basa sul rispetto dei cittadini, degli individui e dei loro diritti.
Mentre di giornalismo e di informazione ostruite  gli eventi  recenti ci parlano: il caso Santoro, più che quello di Anno Zero, ci riporta inevitabilmente ad altri deplorevoli  episodi , come quello de Il Fatto di Enzo Biagi, tolto dal palinsesto della RAI nel 2002-2003, con grande rammarico dello stesso  Biagi. Minimo comune denominatore, tra ieri e oggi: le accuse al presidente del Consiglio e al suo Governo.
Ma gli italiani oggi non sono più disposti a subire ulteriori  soprusi e ad un Castelli che con offesa rinfaccia al conduttore di Anno Zero  il costo del canone RAI, gli italiani rispondono indignati con un NO a chi, tra le varie cose, mantiene  un elevato stile di vita, tra vizi e perversioni, legiferando solo ed esclusivamente per la propria … pancia, con le tasse da loro pagate.

Sabina Corsaro

 

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