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Smile – La morte ha un obiettivo

Sette ragazzi universitari decidono di partire alla volta del Marocco per trascorrere una vacanza ricca di emozioni, visitando un bosco che una leggenda locale racconta essere stregato. Una volta arrivati a destinazione si ritrovano catapultati all’interno di un vero e proprio incubo: una forza oscura e malvagia li vuole  tutti morti. E questa maledizione sembra arrivare dalla vecchia macchina fotografica che un abitante del posto ha donato loro proprio per immortalare quella vacanza…

“Smile”, film diretto dal regista esordiente Francesco Gasperoni, è un tentativo (fallito) di riportare in auge il cinema horror italiano. La sceneggiatura presenta delle lacune e delle incoerenze evidenti e lascia lo spettatore con mille domande; la prima è: “com’è possibile che un film del genere sia arrivato al cinema?” Questo è davvero un mistero. Storia inconsistente, situazioni inverosimili, attori che rasentano la sufficienza ed effetti speciali da produzioni amatoriali.  Nonostante alcuni espedienti che avrebbero dovuto creare suspence e mistero, in un mix di “The Blair Witch Project”, “Final Destination” e elementi già utilizzati nel genere (come le forze del male che cercano vendetta attraverso oggetti maledetti e un atroce passato che riappare nel presente), le immagini scorrono senza troppe sorprese e con risvolti del tutto prevedibili. Anche l’epilogo non presenta alcuna originalità. La locandina e il trailer, ben realizzati, promettono molto di più di quanto poi non ci sia nel film. La noia prevale sulla  paura, tra uno sbadiglio e l’altro si può al massimo apprezzare la bellezza dei luoghi marocchini e di alcuni dei protagonisti.

Mariangela Celiberti