Pubblicato il: 9 Dicembre, 2009

Sorrento, la terra delle sirene

sorrentoLa penisola sorrentina è un piccolo gioiello che si affaccia sul golfo di Napoli fino a lambire con lo sguardo le pendici del Vesuvio. Località amena se paragonata ai brutti alveari decadenti della periferia partenopea. Per dimenticarli occorre qualche giro di walzer tra tornanti che si arrampicano lungo le scogliere su cui sdraiata riposa Sorrento, incantevole e romantica.

Luogo culto dove si ripete quotidianamente il miracolo del turismo, le cui officiature sono celebrate sulle note fruttate di qualche bianco servito freddo in un ristorante di Piazza Tasso. Il centro storico mostra gli amabili resti della fondazione antichissima, poi allargando l’apertura d’ali è possibile planare verso il monte dove è cinta dalle mura cinquecentesche, poi ancora verso il Duomo dalla maschera neogotica e qualche bella cappella arroccata sulle pendici di una via crucis tutta in salita o nel chiostro trecentesco della Chiesa di S. Francesco. O’parrocchiano, O’canonico hanno i propri imbonitori. Sacerdoti che del culto dell’ospitalità sanno trarre vantaggio, sicuramente economico prima.

In estate vengono bruciati oli abbronzanti, aromi di alghe e salsedine. Poi sarà la brezza di mare a mischiarli con le ceneri di qualche sterpaglia bruciata verso il monte. È quando la vita si trasferisce verso il porto e verso la Spiaggia S. Francesco, con il suo corredo di pescherie e ninfei. Canti di sirene che su rocce incontaminate vigilano e tentano i marinai vicino al Capo, dove si erge la villa della Regina Giovanna. Ma di inverno la malinconia è un’altra, e per rendersene conto basterebbe sedersi su una barca che fa del suo tragitto tra il Piano di Sorrento e il Capo una processione di rocce calcaree e tufacee, tenui colori che si mescolano sino a Positano.

Gli itinerari alla ricerca del piacere del buon vino e degli antichi sapori sono forse l’espressione più conosciuta del territorio; teatro di una quotidiana Sideways per turisti americani non più solo di mezz’età, ma anche giovani e giovanissimi, attratti dall’offerta culturale e culinaria che L’Italia conosciuta e amata sulle copertine patinate di Traveller offre loro. Il Vico Equense è un budello di meraviglie che le botteghe di grandi artigiani creano secondo la tradizione: le salsicce di carne suina con dentro le bucce d’arancia e l’impareggiabile produzione casearia tra cui il provolone del monaco e la mozzarella fiordilatte.

Allontanandosi dal centro frantoi, ville arroccate e una vista mozzafiato sulla città che giustificherebbe ogni singola nota della celebre Torna a Sorrento. Anche di Inverno, quando le luci e gli scintilli natalizi friggono l’aria leggera del centro. Lungo le balconate naturali che si affacciano sul mare si possono intendere le ragioni di un’infinita storia d’amare che lega la città e i suoi abitanti, i suoi amanti occasionali e i suoi turisti. È la terra delle Sirene: la sua intangibile bellezza sta nella perfezione degli scorci che sa regalare da ogni prospettiva protesa sia sul Mediterraneo che sulla terraferma. Il mare sa ancora cantare una vecchia canzone tra cale protette, grotte e baie. La sera sembra guardi i pescherecci e le imbarcazioni per dire, solo, torna.

Luca Colnaghi

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