Pubblicato il: 9 Ottobre, 2010

Sulle orme del Re Santo – Pellegrinaggio in Norvegia

In Norvegia l’avvento del cristianesimo viene fatto coincidere con la battaglia di Stiklestad del 1030 in cui il re Olav il Santo – esiliato per il suo tentativo di evangelizzare la terra di Odino – morì per mano dell’esercito di contadini del Trondelag, un po’ ottusi e molto pagani.

Anche questo è un segnale di evidente democrazia e di innegabile progresso. Il giusto riscatto di una sconfitta bellica, esattamente come il canonizzare uno dei più feroci precursori del fanatismo. Anzi, a ben vedere, la chiesa ha fatto di Olav Rex Perpetuus Norvegiae, Re della Norvegia in eterno. Ma in quei tempi si combatteva per il Valhalla, e anche se si passava dall’altra sponda – ovviamente camminando sulle acque – l’imprinting di formazione scolastica restava. Era il mestiere delle armi, quello che noi abbiamo appreso con le crociate e 900 anni dopo con la democrazia cristiana.

Resta il fatto che effettivamente quella battaglia fu il clinamen di un meccanismo che portò al trionfo del cristianesimo fino all’avvento del luteranesimo. La storica battaglia viene ricordata anche dalle 340 chiese a lui dedicate tra cui per prima va sempre menzionata la Cattedrale di Nidaros a Trondheim che pare essere stata costruita sulla tomba di Olav. Questa divenne meta del più importante pellegrinaggio di tutto il nord Europa, trasformando Trondheim in una Gerusalemme, in una Roma, in una Santiago di Compostela.

Nel 1997 sulla scia dell’antico percorso medioevale è stata inaugurata la via dei Pellegrini, un percorso di 926 km che consente di rivivere l’originario viaggio da Oslo a Trondheim. Più costoso e più freddo, ma sempre di pellegrinaggio si tratta. Sentieri di montagna, strade accidentate in ghiaia ben segnalate dalla croce del santo intrecciata ad un quadrifoglio, congiungono luoghi di riflessione, monumenti legati alla vita e alle opere del santo martire, anche se poi a confrontare gli estremi cronologici sono in gran parte postumi.

Al di là del bene e del male, delle vesciche e dei geloni, c’è che andare a piedi permette di conoscere la Norvegia di oggi, dopo la scoperta del petrolio che ha fatto del più povero Paese d’Europa uno dei Paesi più ricchi del mondo. Passato e presente. Si passa da disabitate lande di natura selvaggia, a fattorie solitarie, a città in cui in cento metri sono concentrati McDonald’s, Coop, Peppe’s Pizza, 7-eleven e l’immancabile MIX. Cadillac Rosa, auto da tuning, pick up. Sul sentiero però per lo più solo Norvegesi. Che sia una scusa? Un’ispezione dei terreni di caccia? La Norvegia è anche questa.

Luca Colnaghi

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