Pubblicato il: 6 Novembre, 2009

Taking Woodstock

taking woodstockNon ci possono fermare legalmente, abbiamo tutte le autorizzazioni e andremo avanti. Ma hanno deciso di boicottarci bloccando il traffico con una barriera umana per non fare entrare più nessuno in città. Abbiamo bisogno di voi. Venite a sostenere il festival. Se qualcuno cerca di fermarvi , girategli attorno, oppure parcheggiate la macchina e continuate a piedi. Andate direttamente a Bethel alla fattoria di Yasgur. Vi stiamo aspettando e chiunque arrivi ora al festival di Woodstock, potrà assistere al concerto gratuitamente. Questa è più di una manifestazione artistica e musicale: è la nascita di una nuova nazione, la nazione di Woodstock.”

Per una che adora la lettura è quasi normale leggere in un solo pomeriggio 245 pagine, nell’arco di diverse ore si può vivere di tutto, persino l’evento culturale più famoso della storia della musica: come quello di Woodstock, agosto 1969. Non so quanti catanesi si siano accorti che una o due settimane fa, esclusivamente al cinema King, è stato proiettato Motel Woodstock. Per chi non ne fosse a conoscenza il film è tratto dal travolgente ed eccitante libro Taking Woodstock di Elliot Tiber, colui che incise in modo assoluto sulla realizzazione dell’evento. Proprio cosi, Elliot fu il ragazzo che salvò il festival, infatti, il 15 luglio 1969, lesse un articolo su un giornale locale, il Times Herald Record, in cui si parlava della comunità di Wallkill che aveva deciso di cancellare la precedente disponibilità per il festival. Le ragioni? I bravi padri di famiglia della cittadina di Wallkill, avevano constatato con orrore che le 50 000 persone previste per il festival, avrebbero portato danni enormi alla comunità, in quanto hippie e spacciatori. Gli organizzatori avevano già investito 2 milioni di dollari e avevano quasi tutto pronto, cosi che avrebbero dovuto trovare entro 24 ore un luogo alternativo, nelle vicinanze, per installarsi. Elliot grazie ad un’autorizzazione della Camera di commercio di Bethel  che gli garantiva il permesso di tenere un festival di musica ed arte a White Lake nel 1969, Mike Lang (produttore e organizzatore del Festival) , portò con sé, al Motel della famiglia di Elliot, tutto l’apparato organizzativo. Ed ecco tutto il racconto del Festival di Woodstock narrato da un ragazzo ebreo, gay, povero e con una famiglia più che disastrata: i colori, le emozioni, lo spirito, l’impegno e l’energia di una generazione e di un tempo che non ci sono più, rivivono danzanti nelle pagine di Taking Woodstock. La vita di Elliot cambierà per sempre e come la sua quella di tantissime altre persone.

Elena Minissale

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