Pubblicato il: 3 Novembre, 2010

Tentativi di lezione a Ingegneria

Tentativi di lezione a Ingegneria«E’ assurdo»: questo è uno dei commenti più diffusi tra gli studenti di Ingegneria (Ingegneria gestionale, in particolare) della facoltà di Catania.  Da quando sono iniziate le lezioni, infatti, la situazione è ingestibile, e così la pensano anche molti dei docenti. Oltre alla difficoltà estrema nel trovare posteggio (e se fino all’anno scorso vi era una costante sorveglianza contro il parcheggio selvaggio, quest’anno ognuno è libero di lasciare il suo mezzo dove più gli aggrada), è la situazione di sovraffollamento delle aule a essere insostenibile. «Per arrivare a sedersi anche solo all’ultima fila, bisogna arrivare alle porte dell’aula almeno un’ora prima, e nemmeno in quel caso sei tanto sicuro», ci dice Alberto. E ancora, Fabio: «guarda, paradossalmente sarebbe meglio non sedersi, anzi, non entrare proprio. Non si sa mai quello che può succedere». Non è difficile capire quello che lo studente intende. Durante le lezioni, infatti, aule da 150 posti contengono quasi il doppio degli studenti, che trovano posto ovunque, anche seduti  per terra sugli scalini o davanti alle porte d’emergenza. Chi si trova seduto in fondo all’aula, nell’ultima fila di sedie, in caso di incendio o terremoto è praticamente condannato: anche perché le uniche uscite di sicurezza (quelle davanti a cui si siedono gli studenti), sono dalla parte opposta dell’aula. Abbiamo seguito la giornata di un gruppo di studenti di Ingegneria Gestionale: tre lezioni previste, per un totale di sette ore. Effettive ore di lezione: una e mezza. Sono le nove e mezza, la prima lezione deve iniziare alle dieci. Vi è già la consueta fila di fronte l’aula, in attesa che la lezione precedente finisca, ma alle dieci e un quarto ancora continua. Un gruppo di studenti si informa sulla situazione e scopre che il professore che sta occupando l’aula non sa niente di lezioni successive, e quindi ha l’aula a disposizione fino alle undici. Mezz’ora dopo quest’episodio, sul sito di Ingegneria ecco l’avviso che le lezioni di quella materia sono state divise per cognomi (A-L; M-Z). Non resta che attendere la lezione successiva. Ma questa non avrà luogo, poiché il professore, appena entrato in aula e constatata la situazione di eccessivo sovraffollamento, si rifiuta di tenere la lezione. «Non tanto per la didattica, la lezione la possiamo recuperare, quanto per motivi di sicurezza», dice (a ragione). La terza lezione invece dura la metà del previsto a causa del ritardo del docente.

«E pensare che dobbiamo pagare ogni anno una tassa di 15 euro per il diritto allo studio. Non è tanto per i quindici euro, ma per il fatto che paghiamo una tassa per un diritto, e per un diritto che ci viene persino negato», conclude Lorenzo.

Tomas Mascali

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