Pubblicato il: 19 Agosto, 2010

The ghost writer

Stati Uniti – Il ghost writer dell’ex primo ministro britannico, Adam Lang, viene trovato annegato sulla spiaggia dell’isola dove Lang viveva assieme alla moglie, alla segreteria ed alle guardie del corpo. Un nuovo ghost writer accetta di prenderne il posto e viene inviato sull’isola per continuare il lavoro, cioè la stesura delle memorie di Lang. Addentrandosi nell’argomento, però, il ghost writer inizia a sospettare che il suo predecessore non si sia suicidato, ma sia stato ucciso. La situazione si complica ulteriormente quando Adam Lang viene accusato da un suo ex collaboratore al governo di aver consentito, durante il suo mandato, la tortura di prigionieri sospettati di terrorismo. Il ghost writer capisce che ha tra le mani materiale molto scottante e ben presto si renderà conto che la sua stessa vita è in pericolo.

Il regista Roman Polanski porta sul grande schermo l’omonimo romanzo dello scrittore e giornalista inglese Robert Harris pubblicato nel 2007. “The ghost writer” è un thriller dai risvolti spionistici, che mischia politica, scrittura ed organizzazioni segrete. Polanski è un maestro nel ricreare l’atmosfera di suspence del romanzo senza mai cadere nel banale. Nulla è di troppo. È un thriller vecchio stampo, molto giocato sugli intrighi e sulle conversazioni, piuttosto che sull’azione e sulle sparatorie. Ottima la prova di Ewan McGregor nei panni del ghost writer. Si conferma attore polivalente di grande spessore. Adatto, nel ruolo di Lang, Pierce Brosnan, che torna a recitare in un film del genere ad anni di distanza da James Bond. Nel film non mancano le frecciate di Polanski agli Stati Uniti ed all’Inghilterra. Lang ricorda in un certo senso l’ex primo ministro britannico Blair nel suo appoggio incondizionato agli Stati Uniti. Inoltre, il Lang di Polanski si è spostato negli Stati Uniti dove non esiste un trattato di estradizione con l’Inghilterra, mentre Polanski è stato arrestato in Svizzera dove esiste un trattato di estradizione con gli Stati Uniti.

Diego Bonomo

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