Pubblicato il: 10 Novembre, 2009

The Human centipede

The human centipedeDue ragazze americane, in vacanza in Germania, rimangono bloccate di sera in un luogo isolato a causa di una gomma forata. Mentre vagano nel bosco in cerca di qualcuno che possa aiutarle, si imbattono in una casa molto lussuosa e illuminata. All’iniziale entusiasmo per aver trovato una soluzione al loro problema subentra subito un senso di inquietudine e paura: il padrone di casa, infatti, chirurgo di fama mondiale in pensione, è un tipo molto strano e non sembra affatto essere intenzionato ad aiutarle. Al contrario: il Dottor Heiter, dopo aver passato la vita a separare gemelli siamesi, decide che è arrivato il momento di sperimentare qualcosa di diverso e di opposto, proprio servendosi di loro….

The Human centipede (Il millepiedi umano) è il film vincitore del Ravenna Nightmare Film Fest e di altri numerosi premi in diversi festival horror.  Scritto e diretto dal regista olandese Tom Six, prodotto da sua sorella Ilona Six, entrambi presenti all’anteprima italiana, è un lungometraggio forte e controverso. L’idea di fondo è originale e terribile (ossia quella di creare un millepiedi, appunto, unendo tra di loro esseri umani) e la figura del medico-scienziato pazzo, seppur già vista, è talmente ben riuscita da aumentare il senso di orrore e di repulsione che si prova di fronte  a un esperimento del genere. La quasi totalità del film si svolge all’interno dell’abitazione del Dott. Heiter e nel giardino circostante, luoghi ordinatissimi e perfetti, che ne sottolineano ancora di più la pazzia e la paranoia: una prigione dorata per le due ragazze e il turista giapponese che il dottore rapisce per completare la sua folle opera. Non mancano i colpi di scena e il finale lascia una porta aperta per un sequel che, a quanto pare, Tom Six sta già realizzando. Seppur con qualche ingenuità nella realizzazione, attori convincenti e buona fotografia rendono questa produzione indipendente una novità nel panorama del cinema horror, a volte fin troppo sottovalutato e bistrattato.

Mariangela Celiberti

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