The Orphanage
13 dicembre 2008, di Mariangela Celiberti
Laura visse la sua infanzia in un orfanotrofio prima di essere adottata e proprio in quel luogo dove sopravvivono i suoi ricordi decide di tornare, diversi anni dopo, con suo marito Carlos e suo figlio Simon per realizzare una casa famiglia e accogliere bambini bisognosi di assistenza. Mentre i lavori riportano la villa a nuova vita e i sogni della coppia sembrano realizzarsi, Simon inizia a cambiare atteggiamento e si rinchiude in un mondo popolato di amici immaginari e giochi crudeli. Un microcosmo che lo porterà alla verità che lo riguarda: è infatti un figlio adottivo affetto da una malattia incurabile,l’AIDS. Quando Laura si renderà conto che quella casa nasconde terribili segreti, sarà ormai troppo tardi: Simon scompare misteriosamente durante la festa in maschera di inaugurazione della struttura senza lasciare alcuna traccia…
Prodotto da Guillermo del Toro(già regista de “La spina del diavolo” e del più recente “Labirinto del fauno”) e opera prima del regista spagnolo Juan Antonio Bayona, “The orphanage” non è un horror nel senso “classico” del termine. E’ un film che scava nel passato, nelle ferite ancora aperte dell’anima, nell’amore di un genitore per il proprio figlio. E’ una storia drammatica con risvolti soprannaturali e con momenti di profonda angoscia e tensione perché, forse, non c’è niente di più spaventoso e duro di una madre che perde il proprio bambino. Nonostante alcune tematiche già viste e utilizzate nel genere (il regno dei morti che entra in contatto con il mondo dei vivi, l’intervento di una medium a svelare ciò che altri occhi non riescono a vedere, il passato che torna a chiedere giustizia) il film ha una grande forza emotiva soprattutto grazie alla magistrale interpretazione di Belén Rueda nella parte di Laura e nel percorso che lo spettatore sarà costretto ad affrontare fino al finale sorprendente e sconvolgente allo stesso tempo. L’inquietudine traspare dalle cupe immagini della casa, dal tempo che passa inesorabile, dalla disperazione di una famiglia che trova il suo amaro e tragico epilogo dietro una porta dimenticata. Una pellicola diventata “cult”, vincitrice di diversi premi in Spagna e nominata tra i migliori 6 film agli European Awards 2008.
Mariangela Celiberti












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