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The Strangers: la paura di essere braccati

Rumori inquietanti, sagome oscure che si aggirano per casa ed una sconosciuta che bussa alla porta in piena notte. Sono questi gli ingredienti di “The Strangers” il nuovo trhiller uscito nelle sale il 2 gennaio. Opera prima dello statunitense Bryan Bertino, che firma anche la sceneggiatura, la pellicola si basa su fatti realmente accaduti e ripercorre la notte di terrore vissuta dai due protagonisti, Kristen (Liv Tyler) e James (Scott Speedman) che al rientro nella loro isolata villetta fuori città, al termine di un matrimonio, troveranno ad attenderli tre misteriosi individui. Muniti di maschere i tre sadici faranno di tutto per terrorizzare le loro vittime muovendosi silenziosamente tra le mura domestiche e gli esterni della casa. Sulla scia dei recenti “Funny Games” e  “Vacancy” il film punta a suscitare più la paura che a rendere le immagini sanguinolente ed esplicite dei tipici splatter americani. Criticato pesantemente a causa delle sue analogie con “Ils”, meglio conosciuto con il titolo inglese di “Them”,dei registi francesi David Moreau e  Xavier Palud, la pellicola riesce comunque a distaccarsi dal precedente e a rendere, grazie alla presenza reale e fisica degli assalitori, in modo più efficace la sensazione d’impotenza dei due protagonisti. Lo spettatore diventa partecipe della scena, ma a differenza di molti film, lo fa scrutando con lo sguardo dell’assalitore che si aggira alle spalle delle vittime ignare il più delle volte di essere così vicini alla morte.  Nonostante il livello alto di tensione e il sentimento d’angoscia che tiene col fiato sospeso lo spettatore per la maggior parte del tempo, il regista si lascia però andare in un finale per certi versi inconcludente, condito dal solito colpo di scena improvviso, e che lascia spazio a molte domande.

Greta Montesano