Pubblicato il: 14 Settembre, 2010

Uber: l’arte a sostegno della società

Intervista a Tiziana Nicolosi, una delle fondatrici dell’Associazione Uber:

– Da quanto tempo esiste l’associazione? Dove si trova e di cosa si occupa?

«L’associazione nasce nel 2005 e ha sede a Barriera – Canalicchio (Catania), in via Leucatia per l’esattezza. Il nome viene dal latino Uber, eris che significa “abbondante, rigoglioso” ma anche “mammella, fecondità”. L’abbiamo chiamata così perché a fondarla eravamo donne, non avevamo nessuna pretesa di neo – femminismo escludente il meraviglioso genere maschile ma trovavamo di buon auspicio battezzarla con un termine adatto a richiamarne la possibilità di crescere rigogliosa dietro la spinta di una caratteristica creatrice, procreatrice e tutta femminile quale quella della sua iniziale rappresentanza e comunicare insieme l’idea di orientamento, di guida materna.

Uber nasce infatti con l’obiettivo di far incontrare l’intervento politico-sociale con il mondo delle arti (comprese le arti-terapie) e della formazione. In quest’ottica si occupa di progettazione, dello sviluppo e del coordinamento di programmi e servizi che includono il counseling individuale, la mediazione familiare, i gruppi-laboratorio organizzati in vista del recupero e dell’acquisizione di abilità specifiche, laddove presenti disturbi neuro-comportamentali, difficoltà o disagio socio-psicologici e in rapporto alla motivazione più vicina alla vocazione artistica e al diletto creativo di ciascun partecipante».

– La tua associazione ha in cantiere vari progetti di laboratori: quali sono i più seguiti? Avete avuto un riscontro positivo?

«I laboratori sviluppati e quelli in cantiere riguardano il teatro sociale, la scrittura narrativa, certe attività manuali come la ceramica, l’origami, la cartapesta, il ricamo, i percorsi ludico-espressivi per i più piccoli come quello di libera espressione musicale o di fiabe per bambini, sapientemente curati da psicologhe capaci di utilizzare gli strumenti e gli approcci adeguati alle tipologie caratteriali individuali e di gruppo, sulla base di esigenze pedagogiche. Ovviamente le classi di lavoro assumono modalità e obiettivi diversi in base ai formatori coinvolti e ai diversi gruppi e target di riferimento.

Ovviamente non è facile fare i conti con i  numeri, l’associazione non usufruisce di finanziamenti pubblici fissi. In genere sono alcuni progetti specifici ad essere finanziati singolarmente dalle istituzioni. Così è stato nel caso di qualche piccolo aiuto da parte del Comune, per un progetto di formazione per operatori socio-assistenziali, per dei lavori su strada in quartieri a rischio e per “Istantanea”, un progetto che prevedeva dei laboratori di fotolinguaggio nelle scuole e un concorso festival di polaroid».

– Uno dei vostri progetti coinvolgerà il cinema…

«Attualmente la provincia sostiene una formula simile a quella di “Istantanea” per il progetto “di Ruolo”, che prevede un lavoro con alcune scuole superiori di secondo grado di Catania, con produzione di elaborati video e un concorso-festival di cortometraggi».

– Come reputi complessivamente la “risposta” alle iniziative della tua associazione?

«A parte “di Ruolo”, il cui finanziamento è davvero piccino e basta a stento a pagare una formazione di qualità secondo i costi minimi del mercato, c’è tanto entusiasmo da parte dei soci che organizzano i laboratori e offrono la loro professionalità in cambio di una partecipazione logistica e dunque anche economica da parte degli allievi. Ovviamente il rapporto non è sempre favorevole (per l’associazione) rispetto alle aspettative, ma si cerca di praticare comunque il rispetto per il lavoro, dunque i corsi prendono avvio solo dopo averne constatato la fattibilità, secondo una previsione più o meno realistica. Di prossimo avvio, nei primi giorni di Ottobre, i laboratori di chitarra e di pittura».

Ornella Balsamo

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