Pubblicato il: 1 Dicembre, 2009

Università a rischio collasso

Universit..Non solo tagli degli insegnanti di elementari, medie e superiori. I provvedimenti in materia finanziaria disposti  dall’attuale governo colpiscono anche il fronte universitario. Le recenti dichiarazioni di Luigi Frati, rettore della Sapienza di Roma, lanciano segnali d’allarme a dir poco preoccupanti: “Con la riduzione del 9% del fondo di finanziamento ordinario nel 2010, la Sapienza non sarà in grado di erogare gli stipendi alla fine del prossimo anno”. Le parole di Frati non lasciano spazio a dubbi di sorta e disegnano un futuro non certo promettente per l’ateneo romano e per tutta l’università italiana, già gravemente danneggiata da una “politica dei tagli” perpetuata da anni anche dai precedenti governi.

Tradotta in numeri, la riduzione dei fondi prevista per il 2010 significherà per la Sapienza un minor introito di oltre 50 milioni di euro che di fatto impedirà all’università di Roma di approvare il bilancio preventivo, di assumere ricercatori e di rinnovare le attrezzature didattiche, soltanto per citare alcuni esempi.

Negli ultimi anni la Sapienza ha messo in atto un processo di riforma radicale dimezzando facoltà e dipartimenti, con lo scopo di evitare – almeno fino ad oggi – il definitivo tracollo finanziario dovuto ai tagli subiti. Ora il rettore scopre le carte in tavola e chiede alle forze politiche di impegnarsi a fare la propria parte per risolvere i problemi. “Potremo andare avanti al massimo fino a marzo – precisa Frati – poi dovremo chiedere al governo la nomina di un Commissario. Chiederò a lui di venire qui a non pagare gli stipendi”. Il tono fortemente critico del rettore della Sapienza nei non risparmia nemmeno la Regione sul fronte della sanità: “La Regione pensa di finanziare le strutture sanitarie dell’università promettendo fondi a ripristino dei tagli, fondi che di fatto non sono ancora accertati in termini di bilancio. Così i diritti dei malati e degli studenti vengono messi in secondo ordine”.

A completare lo scenario a dir poco drammatico in cui verte la più importante università d’Italia, arriva – senza farsi troppo attendere – la replica del vicepresidente della Regione, Ernesto Montino, che contrattacca: “Il rettore non faccia tanto lo spavaldo ed eviti di fare politica di parte. Frati dice che la Sapienza avrà difficoltà nel pagamento degli stipendi a fine anno 2010? Per noi, invece, se continua così non saremo in grado di pagare neppure quelli di dicembre”.

In definitiva, invece di instaurare un’utile collaborazione per tentare una soluzione del problema, il confronto tra Governo, Regione e Università sul delicato tema dei finanziamenti all’istruzione si risolve – come di consueto – in uno sterile, infruttifero e grottesco braccio di ferro per dimostrare all’altro chi sta peggio. Intanto l’Università italiana e il Paese intero sono sull’orlo del collasso. Confortante, davvero confortante.

Aldo Nicodemi

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