Pubblicato il: 13 Dicembre, 2009

Verga e la letteratura rusticana

Loiacono-FrancescoLa letteratura verista, si sa, ha cristallizzato una Sicilia di carattere prevalentemente rurale. L’ha descritta come terra di pescatori, zolfatari, contadini, lettighieri, rappresentanti ecclesiastici adulatori di denaro e potere. Un territorio di tradizioni, credenze superstiziose, festività religiose ma anche di prevaricazioni, sopraffazioni e disonestà. Nelle Novelle Rusticane la Sicilia si presenta come una terra oscurata dalla fame e dalla miseria, i cui protagonisti sono contadini che lavorano nella Piana di Catania e nelle pendici dell’Etna. Verga analizza la natura ambigua del rapporto dei siciliani con il potere. In Don Licciu Papa, ad esempio, l’autore descrive la complessità di una condizione sociologica caratterizzata dalla  forza (non necessariamente fisica ma legata al prestigio e al potere sociali) come strumento di misura nella conduzione dei rapporti sociali tra le classi, superiore rispetto persino ai concetti di Giustizia e Ragione. Gli umili soggetti della comunità sociale sono, per lui, governati dalla logica dei reverendi, dei galantuomini, dei baroni e si sdoppiano nei loro sentimenti di astio (per una sottomissione forzata) e di segreta ammirazione nei confronti della giustizia del sindaco e di altre personalità socialmente superiori, in quanto prontamente abili nel manipolare la legge affinché venga rivolta a loro favore.  Verga evidenzia dei personaggi l’accettazione rassegnata dei meccanismi sociali, facendone prevalere gli elementi statici. La comica scena iniziale dello zio Masi (funzionario del comune) che sorprende il maiale di comare Santa in contravvenzione e il suo tentativo di sequestrarlo (non senza ricevere imprechi dalla donna) dimostra come Verga descrivesse nelle zone di periferia, lontane quindi dall’amministrazione centrale,  la gestione della giustizia. Poi, con  I Malavoglia, pubblicati in Italia nel 1881, sarebbe nato  il mito di una Sicilia che si sarebbe radicata, indelebilmente, nella mente dei suoi lettori.

Sabina Corsaro

(in foto un dipinto di Francesco Lo Jacono)

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