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Violenze e maltrattamenti: gli asili dell’orrore

6 novembre 2012, di   Stampa articolo Segnala articolo  

bimba-maltrattataRegressione nello sviluppo, contusioni, insonnia, rifiuto del cibo: sono questi alcuni tra i segnali che, in un bambino di pochi mesi o anni, potrebbero indicare che è vittima di violenze ed abusi. Essi sono molto comuni, e spesso e volentieri fortunatamente non significano niente, ma non sempre è così: lo sanno bene i genitori dei piccini che frequentavano l’asilo nido “Cip e Ciop” di Pistoia e che avevano già fatto presente alla responsabile comunale per le scuole materne le anomalie riscontrate sui figli. In quel caso, furono i sospetti di un papà-poliziotto a far venire a galla l’orrore che si celava dietro alla cancellata dell’ormai tristemente famoso giardino d’infanzia: dopo aver riscontrato i gravi episodi che si verificavano all’interno della struttura grazie ai filmati di alcune telecamere, gli inquirenti hanno fatto irruzione ed arrestato la titolare ed una delle maestre. Le immagini di ciò che i bambini hanno subito all’interno di quelle mura hanno scandalizzato un paese intero: le riprese li mostravano chiusi in bagno al buio o al freddo per ore, percossi ed obbligati a mangiare. In particolare, quando i piccini rifiutavano il cibo venivano imboccati a forza e costretti a deglutire tenendo premuto per diversi secondi un panno sulle loro bocche, e se vomitavano dovevano rimangiarsi ciò che era uscito dal loro stomaco.

Purtroppo, però, gli orrori dell’asilo “Cip e Ciop” sono in buona compagnia: tutti gli anni decine di scuole per l’infanzia vengono chiuse dagli inquirenti a causa dei maltrattamenti e degli abusi che vengono fatti a spese dei più piccoli, consegnati dai loro stessi genitori nelle mani di insospettabili aguzzini. In maniera meno eclatante (e meno grave), infatti, tanti altri bambini hanno patito le pene dell’inferno in altri asili italiani: nell’aprile del 2010, ad esempio, si scoprì che a Militello, in val di Catania, l’insegnante trascinava le piccole vittime per i capelli; mentre a Rimini, nel dicembre dello stesso anno, la maestra li picchiava per poi rabbonirli utilizzando i fiori di Bach. Del resto, anche l’anno seguente anno si è aperto con un  caso simile ai precedenti: in gennaio si scoprì che nell’asilo Manzini di Bologna tre bambini erano stati presi a calci e a schiaffi, ed infine legati alle sedie con il nastro adesivo. Anche il 2012 ha riscontrato diversi casi di violenze sui bambini negli asili: come ad Anfo, dove fino a febbraio venivano picchiati, strattonati per i capelli, imbavagliati, chiusi al buio ed obbligati a rimangiare il loro stesso vomito. Uno dei casi più recenti, risalente a giugno, riguarda ciò che succedeva in Calabria, e più precisamente a Cirò Marina: qui i piccini erano terrorizzati dalle educatrici che li picchiavano ed umiliavano.
Quelli citati qui sopra sono solo alcuni tra i tantissimi casi riportati negli ultimi anni di maltrattamenti nelle scuole dell’infanzia, ma tutti quanti risvegliano sempre la stessa domanda: siamo davvero sicuri di aver lasciato i nostri figli in buone mani?

Sara Servadei

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