Pubblicato il: 29 Giugno, 2009

World League a Catania

world_leagueGiorno 21 giugno Catania è stata la location di un evento sportivo importantissimo: l’ottava gara di World League, manifestazione volleystica, che ha visto da una parte la nostra nazionale, allenata da Anastasi, e dall’altra gli statunitensi guidati da Knipe. La gara, prova generale per i Mondiali del 2010, si è giocata al Palacatania, unica struttura siciliana in grado di ospitare partite di così alto livello. E l’affetto del pubblico catanese e siciliano, ma non solo (anche gruppi di calabresi erano presenti all’incontro), non si è fatto attendere. Infatti la vera festa, purtroppo, si è svolta solo in tribuna tra colori, palloncini, cori e applausi di incitamento per gli azzurri in difficoltà in campo. Più di 5000 gli spettatori tra cui anche il sindaco di Catania, Stancanelli, e il presidente della provincia catanese Castiglione. L’Italia però non ce l’ha fatta a strappare la vittoria agli Stati Uniti, anche se in alcuni momenti, come il secondo set, ha cercato di tirare fuori la grinta, guidata dal bravissimo capitano Cernic, vero fuoriclasse. Ma ad una sconfitta deve accostarsi una vittoria: è la vittoria di una città, Catania, che è riuscita ad organizzare senza intoppi e perfettamente (a parte un’interruzione elettrica durata un quarto d’ora, all’inizio del primo set) un evento di portata non solo nazionale, ma anche mondiale e a ospitare migliaia di tifosi. Il merito va a tutti coloro che si sono spesi per far si che Catania venisse scelta come sede della World League e a quelli che sono riusciti a fare bene le cose. Tra questi le forze dell’ordine, centinaia di ragazzi che hanno animato la serata e la FIPAV di Catania (Federazione Italiana Pallavolo) che ha riservato, non solo alla nazionale, ma anche agli ospiti internazionali, la squadra americana e gli arbitri, un’accoglienza calorosa. I catanesi che ho visto al Palacatania sono immagine ed esempio di una città che si sta impegnando ad attraversare e superare un momento difficile, di una città che ce la vuole fare, al di là della politica e dei suoi imbrogli, della crisi, dei delinquenti e dei vandali che purtroppo non fanno altro che deturparne il volto. Appuntamento quindi al prossimo anno e speriamo che nel 2010 la nostra nazionale ci possa regalare qualche emozione in più.

Giuseppina Cuccia

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