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Ambiente: e se provassimo a cambiare qualcosa ?

Collaborazione, rispetto, prevenzione e risparmio dovrebbero essere i termini-chiave di un nuovo stile di vita di una società che vuole veramente cominciare a riparare o, quantomeno, ridurre le drastiche conseguenze che le nostre abitudini di consumo hanno provocato sul pianeta Terra. “Non è mai troppo tardi” è la frase che dovrebbe spingerci a credere in questa difficile sfida, aiutandoci a salvare il salvabile ed evitare di produrre altri irreparabili danni. Parlando di inquinamento di ogni tipo, di sprechi eccessivi e ingiustificati, e tentando una quasi vana campagna di sensibilizzazione, capita spesso di incontrare il parere discorde di chi, pessimista o semplicemente menefreghista, non crede nel potere delle piccole azioni e della loro importanza in un contesto ben più ampio del nostro quotidiano. Inutile negarlo: l’emergenza inquinamento è ormai un problema reale e inquietante. Non basta più parlarne e fingere di esserne sensibili. Bisogna agire. Tutti, insieme, seriamente. In ben 174 Paesi del mondo, si è celebrato, lo scorso 22 aprile, l’Earth Day, la giornata della Terra: una data importante per ricordare di impegnarsi a costruire un futuro più sicuro, più sano e pulito. Principio ispiratore della necessità di un cambiamento e, dunque, dell’istituzione dell’Earth Day ( risalente al 1970 ) è quello secondo cui “Tutti, a prescindere dalla razza, dal sesso, da quanto guadagnino o in che parte del mondo vivano, hanno il diritto morale a un ambiente sano e sostenibile”. È importante, per questo, capire che ogni piccola scelta di vita di ognuno di noi può fare tanto ed essere il primo coraggioso passo verso una nuova sensibilità ambientale. Gesti semplici e responsabili, come evitare gli sprechi della preziosa risorsa idrica, di prodotti in plastica (altamente inquinanti) o di carta (la cui massiccia produzione è, tra l’altro, legata ad una crescente deforestazione) o impegnarsi nella raccolta differenziata, possono davvero fare tanto. La differenziazione dei rifiuti come carta, plastica, vetro, metalli e altro, fondamentale per un loro riutilizzo, è infatti il modo migliore e forse più semplice per preservare le risorse naturali ed evitare di alimentare il circolo vizioso sprechi-inquinamento (per ulteriori informazioni: http://www.educambiente.tv/appr04.html [1]) . A questo proposito, però, una denuncia a moltissime amministrazioni comunali italiane è inevitabile: anche volendo semplicemente provare ad impegnarsi in un’iniziativa come la raccolta differenziata mancherebbero, in tanti casi,  i presupposti e i mezzi per iniziarla e portarla a termine correttamente. Per questo, partendo dal presupposto che persino la più semplice azione della nostra vita quotidiana produce rifiuti, il minimo che ognuno di noi possa fare è responsabilizzarsi nei consumi e nelle abitudini, e smettere, una volta per tutte, di chiudere gli occhi, turarsi le orecchie e nascondere le mani di fronte ad un’emergenza che non può più aspettare.

Francesca Licitra