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[Ciclo Librerie] Bonaccorso: libreria per passione

Durante la nostra escursione tra le più importanti librerie universitarie catanesi, abbiamo incontrato Salvatore Pandetta, uno dei proprietari della libreria Bonaccorso.

– Buongiorno, ci vuole parlare un po’ della storia e delle vicissitudini di questa libreria?

La libreria Bonaccorso è nata negli anni 50,  dalle ceneri della SEI di Bonaccorso e Di Stefano, e da circa dieci anni è diventata una SRL di cui io sono uno dei soci. Inizialmente ha avuto un carattere sia scolastico che universitario, mentre adesso abbiamo deciso di renderla esclusivamente universitaria.

-Come mai questa scelta?

Con la nuova direzione intrapresa dal governo di permettere di scaricare da internet i libri di testo, il settore scolastico è destinato a un rapido decadimento. Non capisco il perché di questa scelta, poi. A parte il valore insostituibile di avere un libro originale, il testo scaricato da internet dovrà pur essere stampato, e fra fogli e inchiostro della stampante il risparmio non è poi così elevato.

-Con l’Università di Catania invece che rapporti avete?

I rapporti più stretti li abbiamo con le facoltà di Lettere, di Lingue e di Scienze Politiche. Oltre ad attuare il consueto sconto del 27 % sui testi universitari, patrociniamo anche diverse iniziative, tra cui la presentazione di libri.

-La crisi. Come la vive lei in quanto libraio, e cosa la spaventa di più?

L’elemento che ci sta penalizzando di più, me e in generale tutte le librerie indipendenti, è la concorrenza. Vedete la libreria qua accanto? [N.d.R: una libreria del gruppo Giunti Editore, che ha aperto poco tempo fa proprio di fianco alla libreria Bonaccorso] A causa di librerie come queste, il settore indipendente sta attraversando grandissime difficoltà, visto che il lettore occasionale preferisce andare lì, dove troverà tutti i best-seller del momento a un prezzo presumibilmente più basso, visto che fa capo direttamente a una casa editrice. Certo, andate lì a chiedere libri più di nicchia, e vedete cosa vi risponderanno. Troverete sicuramente Twilight, ma se cercate un libro appena meno commerciale non sapranno nemmeno di cosa parlate.

-Mentre Internet e la nota, scarsa tendenza alla lettura dei giovani quanto sta influendo?

Internet sicuramente ha le sue colpe, avendo colpito l’attitudine alla lettura delle nuove generazioni. Devo comunque dire che una cosa mi rende ottimista per il futuro: è vero che i giovani di oggi leggono poco e niente, ma solo i giovani già un po’ meno giovani. Per ogni ragazzo che oggi non legge, ci sono sempre più bambini che vengono in libreria con una forte curiosità per la lettura. Chiedono i libri di Geronimo Stilton e li divorano. La speranza è che, crescendo, passino a scritti via via più complessi e che possano non perdere mai l’amore per la lettura. Il problema è che i genitori hanno molte colpe. Quante bambine, una volta, leggevano Piccole Donne come loro primo libro perché la madre l’aveva letto a sua volta? Ora invece sono gli stessi genitori a vedere la lettura come un’inutile perdita di tempo.

-Un aneddoto riguardante la libreria?

[ridendo] Ce ne sarebbero a migliaia. Ricordo però che negli anni ’70 molti paesani venivano qui nella nostra libreria e non si capacitavano del fatto che vendessimo solo libri! Spesso i clienti ci chiedevano gli oggetti più disparati, come aghi e altri utensili, rimanendo straniti del fatto che non li trattassimo.

-Un’ultima domanda: libreria per passione, o per guadagno?

Per passione, non si può fare questo mestiere se non si ha passione. Ricordate, con una libreria non si guadagna, si vive.

Tomas Mascali