Pubblicato il: 9 Ottobre, 2009

Carta d’identità: TFA

carta d'identità tfaIl TFA, per gli amici Tirocinio Formativo Attivo, è nato dalla mente di illustri professionisti e tecnici del Ministero per l’Istruzione e la Ricerca in una calda estate del 2009. Riguarda tutti coloro che in Italia vogliono intraprendere la carriera di insegnanti e al contrario della morta e sepolta SSIS, scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario, adesso il TFA eviterà il precariato, parole di Ministro, e risolverà magicamente tutti i problemi dell’insegnamento in Italia. Ma in che cosa consiste? Il corso di TFA è un corso abilitante all’insegnamento ed è istituito presso una Facoltà di riferimento e può essere interfacoltà o interateneo. Dura un anno ed è attivato in base alle esigenze di personale a livello regionale, stabilite dall’USR, Ufficio Scolastico Regionale: ergo se ad esempio la regione Sicilia non ha bisogno di nuovi insegnanti, il TFA non viene attivato. L’accesso è a numero chiuso ed è richiesta una laurea magistrale o specialistica inerente alle varie classi di concorso. Gli insegnanti saranno scelti tra i docenti universitari e saranno affiancati da docenti tutor designati annualmente dai dirigenti scolastici tra gli insegnanti di ruolo nell’ambito degli istituti scolastici segnalati dall’USR. Superata una prova scritta si passa all’orale. Una volta superato anche l’orale il TFA si divide in tre gruppi di attività: insegnamenti di materie psico-pedagogiche, un tirocinio svolto a scuola affiancati dall’insegnante tutor e didattiche disciplinari con laboratorio. Alla fine del percorso annuale si dovrà elaborare una tesi e una relazione finale di tirocinio. Entro il mese di Marzo 2010 l’USR incontrerà i responsabili delle Facoltà o Atenei e si verificherà la loro disponibilità ad attivare il TFA per l’anno successivo, in base alle esigenze di personale a livello regionale. Tutto chiaro? Niente affatto. Tanti sono gli interrogativi che si pongono in questo momento migliaia di neo-laureati e ben poche risposte arrivano dalle Istituzioni che del TFA dovranno farsi promotrici. Ancora è troppo presto, ma nel frattempo si continuano a “sfornare” laureati in varie discipline, costretti a stare “posteggiati” anni e anni in attesa che arrivino direttive dall’alto. Perché al contrario di altri Paesi, in Italia i giovani studiano per diventare avvocati, ma poi fanno quel che capita prima, si laureano in Lettere per diventare insegnanti e forse a cinquant’anni ce la faranno. Tutto questo mentre, non dimentichiamolo, migliaia di insegnanti sono stati licenziati in tronco e infuria la protesta dei precari.

Giuseppina Cuccia

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