Pubblicato il: 19 Giugno, 2009

Il governo dello strafare

Brindisi parlamentoIn linea con il trend degli ultimi mesi, l’agenda del parlamento italiano sembra somigliare sempre di più all’agenda personale del nostro presidente del consiglio, colma d’impegni sui quali il governo porrà per l’ennesima volta la fiducia. Tralasciando il fatto che la maggioranza parlamentare di centrodestra e Lega risulta così schiacciante e così devota al verbo divino del proprio leader maximo, da trasformare il più delle volte la discussione politica in una inutile perdita di tempo, risulta chiaro che questo continuo ed ossessivo ricorso alla fiducia parlamentare o ai decreti legge, anche in mancanza di cause d’urgenza e necessità, pone in  luce un evidente problema di democrazia nel nostro paese. Un problema reale che, quando sollevato dai giornalisti in vena di far domande, viene puntualmente giustificato e liquidato con la presunta ed ostentata politica del fare, fiore all’occhiello del modus operandi di Berlusconi. Il signor Daniele Capezzone – enfant prodige della politica nostrana, ex radicale antiberlusconiano ed oggi portavoce del Pdl – rivendica continuamente i numerosi risultati del governo, ma dimentica sempre di sottolineare i machiavellici mezzi con cui questi sono stati raggiunti. Se è vero che in democrazia vince chi prende più voti, è altrettanto vero, signor Capezzone, che vincere non significa anche saper governare.  Allo stato attuale delle cose sembra quasi che, ancora ubriachi di vittoria, gli esponenti del governo continuino a brindare ai risultati elettorali e ad approvare leggi vergognose per il nostro paese senza far distinzione tra le due cose e continuando a sbandierare il loro strafare, incapaci (sic!) di cogliere la contraddizione che sempre corre tra l’interesse (sacro) del popolo e l’interesse (conflittuale) del grande capo.  Quando l’opposizione è  ridotta ad una sterile istituzione di rappresentanza, quando si ricorre troppo spesso a strumenti legislativi che di fatto impediscono il reale dibattito parlamentare, beh, in quel preciso momento, ci dicono le Scienze Politiche, si incorre tecnicamente in un regime. Sì, regime: termine che fa paura e che rievoca quegli oscuri fantasmi del passato di cui non vogliamo sentir parlare. Ma suvvia, elettrici ed elettori italiani, niente timori esagerati. Di questi tempi, sapete, sarebbe assai poco glamour starsene nascosti dietro le persiane di casa con i soldati che fanno il passo dell’oca in piazza. No, questa è l’era dell’ottimismo e del sorriso: il regime del populismo e dell’ignoranza  entra direttamente nelle nostre case, con educazione.  Oggi, basta distendersi in poltrona ed accendere la nostra cara tv. Pochi secondi e il regime eccolo là che ci saluta con un sorriso bianchissimo; ha il volto dei telegiornali che non danno notizie, ha le fattezze di un conduttore con il viso rovinato da troppe lampade, ha le tette e il culo delle ballerine che si mostrano seminude davanti allo schermo in cambio di un po’ di celebrità o, al limite, di un posto in parlamento.

Aldo Nicodemi

Displaying 1 Commento
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  1. Michele ha detto:

    Bellissimo articolo. Complimenti. Fa piacere vedere come vi sia altra gente che si adopera per spiegare come stanno, realmente, le cose.

    Un saluto.

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