Pubblicato il: 2 Agosto, 2008

Un impulso dal teatro

Respirate profondamente e lasciatevi coinvolgere dalla straripante volontà di agire per creare. In potenza la creatività è un seme che la vita ci ha buttato nell’anima: diventa atto, crescendo e facendosi magica pianta. E se fosse “improvvisazione” il nome di questa pianta? E se fosse “teatro” il suo luogo di nascita? Una sperimentazione che diventa azione in un luogo in cui si può anche fingere di essere se stessi ripulirsi dallo smog sociale che non raramente ci opprime, ci “incravatta”, ci imbellisce fuori e ci fa marcire dentro mentre la voce della coscienza grida “spazio!”. Il 14 giugno al teatro di via Tezzano “teatro impulso” (gruppo formazione attori) ha offerto uno spettacolo di improvvisazione esuberante e sperimentale: non l’attore sperimenta le reazioni del pubblico ma è il pubblico che scrive, detta, immagina un copione su cui l’attore traccerà la sua performance. Uno spettacolo assicurato: tecnica, talento, coraggio  sono i tre ingredienti fondamentali per un risultato di alta qualità. Dove sta il trucco? L’attore si sarà sicuramente messo d’accordo col pubblico…

Niente di tutto questo; i trucchi ci sono ma non si vedono. Lavoro di gruppo, comunicatività ed una dose di rischio non indifferente: l’attore riceve sul palco delle frasi spesso illogiche, delle parole scappate dal brio di poter essere “suggeritori” istantanei e via. Silenzio. S’inizia. Mentre l’attore comincia a recitare basandosi sulle indicazioni che gli vengono fornite sul momento dal pubblico il coach ferma con un “ding” la scena e chiede al pubblico: “dove sono?“, “chi sono?“, “cosa stanno facendo?“. Dalle poltrone si levano numerose le risposte/indicazioni: “sono sulla luna“, “sono Moratti e Mike Bongiorno“, “stanno mangiando un tronky“. Il titolo calza a pennello “mission improbable“. Dietro questa missione impossibile ce n’è una ancora più difficile: conoscere il proprio corpo, la propria voce. Imparare a conoscersi e preparare mese dopo mese il proprio corpo e spirito ad essere oggetto da plasmare, un oggetto attivo che prende la forma dove, come e quando vuole il pubblico,che non è più “soggetto passivo che applaude”.

Non c’è inazione in questo gruppo/teatro.

Grisiglione Graziella

Displaying 2 Commenti
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  1. gigias ha detto:

    Chi può dirlo qual’è il grande Teatro? Chi insegna? Chi impara? Qualsiasi cosa se fatta con passione e criterio può diventare grande… sicuramente non è “grande” una cosa che si fa perchè altri la fanno… le briciole sono particelle di pane… non meno buone…

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  2. musicante ha detto:

    Non mi sembra così eclatante e originale, è quello che a volte trasmettono su italia 1con quei comici di cui non so nemmeno il nome ma che mi trovo a guardare perché altri lo stanno guardando.

    Il teatro è ben altro, il Grande Teatro è ben altro, queste sono solo briciole di intrattenimento.

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