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Letteratura: intervista a Salvo Zappulla

Salvo Zappulla (Sortino, 1961), ha pubblicato varie opere di narrativa e fiabe per bambini con  case editrici siciliane.  E’ il direttore della Casa editrice Terzo millennio di Caltanissetta. Presidente dell’associazione culturale Pentelite che organizza la Mostra-Mercato dell’editoria siciliana a Sortino e Presidente del Concorso Letterario Nazionale“Città di Sortino”. Cura annualmente la rivista Pentelite. Collabora alla pagina culturale del quotidiano “La Sicilia”, alle riviste “I siracusani”, “Inout”, “Illustrazione siracusana”, al quindicinale ”La voce dell’Isola”. Nel 2006 si è classificato 2° con un testo teatrale inedito al premio Massimo Troisi.

Nel 2007 ha pubblicato con la Fermento di Roma il romanzo “In viaggio con Dante all’inferno”. Nel 2009 ha pubblicato con la casa editrice “Il pozzo di Giacobbe” la fiaba Lo sciopero dei pesci, con le illustrazioni di Carla Manea. E’ di prossima uscita con l’editore del Vecchio di Roma il romanzo “Il processo”.

1) Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Da sempre ho pensato che avrei fatto lo scrittore, mi affascinava questa figura e mi ci immedesimavo. Immaginavo che lo scrittore fosse un signore con cappello e pipa che viveva in un’isola deserta a meditare e a scrivere. Mica sapevo che facevano a gara per andare da Maurizio Costanzo!

2) Pensando a “I ladri di sogni” , quali sono oggi i sogni rubati a Salvo Zappulla?

Che domanda da un miliardo! Con l’avanzare dell’età le esigenze del quotidiano tolgono spazio alla fantasia e i sogni si trasformano in chimere, le illusioni  in disillusioni. Però non mi lamento, la scrittura mi ha dato tanto.

3) A quali modelli letterari ti ispiri? (Se hai dei modelli)

Amo i grandi surrealisti, coloro in grado di raccontare i propri incubi: Kafka, Borges, Buzzati, Calvino. Amo tutto ciò che è originalità, fantasia, dissacrazione, irriverenza. Detesto il conformismo e le banalità, ma non mi ispiro a nessuno in particolare, ogni scrittore deve avere un linguaggio proprio.


5) Il tuo libro “In viaggio con Dante all’inferno” (del 2004) ha avuto diverse ristampe: ciò significa che Dante è sempre attuale e che la tua creatività è quasi visionaria?

Quaaasi visionaria???  Quel quasi lo considero un’offesa imperdonabile. Dovrai pagarmi 5 caffè per rimediare. Nei miei romanzi cerco sempre spunti surreali, di sconfinare nell’onirico. Che ci riesca con efficacia non spetta a me dirlo ma il tentativo rimane.

6) Oltre alla scrittura letteraria, tu ti occupi anche di scrittura in giornali di argomento socio-culturale: quanto potere ha, per te, la scrittura?

La scrittura per me è liberazione, volo pindarico, possibilità di sconfinare oltre le nuvole. Ha un valore terapeutico contro la depressione e il tran tran quotidiano.

7) Nelle veci di Direttore della Casa Editrice Terzo Millennio di Caltanissetta ti sei reso conto di quali siano i problemi di editoria in Italia e in particolare in Sicilia?

Qui tocchi un tasto dolente: è difficile fare imprenditoria seria in Sicilia, la maggior parte degli editori si limita a vivacchiare chiedendo contributi agli enti pubblici o agli stessi autori. Le difficoltà maggiori per la piccola editoria sono legate alla distribuzione e alla scarsa visibilità nelle librerie. Per fortuna è spuntato internet che sta dando una grossa mano in alternativa.

8)      Attualmente sei il Presidente dell’Associazione Culturale Pentelite: di che tipo di esperienza si tratta? Parlacene.

Da circa 15 anni organizziamo la Mostra- Mercato dell’Editoria Siciliana, a Sortino, ad essa affianchiamo un concorso letterario nazionale e la pubblicazione del volume Pentelite. Abbiamo avuto ospiti illustri: Nicolò, Mineo, Franco Battiato e Manlio Sgalambro; altri docenti universitari. Insomma manifestazioni organizzate in economia ma fatte seriamente.

9) E’ difficile fare l’operatore culturale ai giorni nostri?

Un dramma. La gente preferisce cose più frivole, però non disperiamo, ogni tanto qualche buon incontro ci ridà la carica.

10) Credi nelle realtà dell’editoria indipendente?

E’ una speranza ed una possibilità di difesa contro lo strapotere di alcuni gruppi editoriali che stanno egemonizzando il mercato

11) Cosa consigli a coloro che vorrebbero intraprendere la strada della scrittura?

Guardate come sono ridotto io e poi cambiate subito strada. Scherzo. Bisogna crederci, come in tutte le cose. Come disse quel tale: “Volli, fortissimamente volli”. La scrittura  va sempre affinata, confrontata con quella degli altri, rielaborata. Non esistono corsi di scrittura per diventare scrittori, ma è fondamentale leggere, leggere e ancora leggere. Se c’è il talento, prima o poi verrà fuori.

Sabina Corsaro