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Lo psicologo dei cani: il comportamentista

Anche i cani hanno problemi di comportamento e carenza affettiva. Sono nate oggi queste problematiche oppure sono sempre esistite, ma nessuno se ne era accorto prima? La questione nasce dal fatto che fino ad oggi il cane non vive solo in campagna o abbandonato a se stesso, ma convive in un contesto familiare e interagisce con tutti i componenti della famiglia, per tutto il giorno. In base a ciò si creano vantaggi e disagi. Da una parte il cane è curato, protetto e amato all’interno della famiglia, ma dall’altra, se vengono a mancare queste componenti, l’animale può manifestare depressione, disagio e rabbia esattamente come una persona prima amata e poi lasciata sola e senza affetto. I problemi dunque sono cambiati in base all’ambiente e al contesto. Per questo motivo c’è il comportamentista che può essere paragonato al nostro psicologo. Questa figura è specializzata nella soluzione di problemi legati alla sfera del comportamento quali l’aggressività, l’ansia e la paura. I cani che ne hanno bisogno, sono soggetti a vere sedute di terapia e il loro “psicologo” dà indicazioni ai familiari su come comportarsi di conseguenza. Il comportamentista è un laureato in biologia o discipline affini e può affiancarsi al medico veterinario, ma in nessun caso può sostituirlo. Di contro il veterinario si occupa della cura fisica degli animali e non di quella caratteriale e del comportamento. Insomma a seconda del problema è necessario un professionista specifico. L’educatore cinofilo, ad esempio, ha il compito di fornire ai proprietari tutti gli strumenti per impostare una serena convivenza con il proprio cane ed educarlo ex novo. Addestra i cani sia per attività agonistiche che per scopi particolari quali l’addestramento come cane guida o cane da riporto. Quindi il cane va educato dall’educatore mentre va curato psicologicamente dal comportamentista.

Caterina Tipa