Pubblicato il: 27 Aprile, 2010

Processo Bassolino-Impregilo, udienze a porte chiuse

Il 2 marzo 2008, Antonio Bassolino, ormai ex governatore della Campania, è stato rinviato a giudizio per le irregolarità commesse nella gestione dei rifiuti, quando era commissario straordinario dell’emergenza. Truffa aggravata e frode ai danni dello Stato: questi i capi di imputazione principali rivolti a lui e ad altre 27 persone, tra cui figurano i vertici della Impregilo, società che gestiva il ciclo dello smaltimento dei rifiuti in Campania. Perché ne parliamo a distanza di due anni? Semplicemente perché, il processo è andato avanti, ma praticamente non se ne è parlato. Le ultime due udienze si sono tenute il 10 marzo e il 14 aprile di quest’anno e, ad entrambe, non è stato possibile prendervi parte attivamente, in seguito ad una precisa disposizione della Procura di Napoli. Dato l’alto numero di parti civili (Comuni ed enti vari), la Procura ha, infatti deciso di trasferire il dibattimento nell’aula bunker del carcere di Poggioreale. Per motivi di sicurezza, la stessa Procura napoletana ha severamente vietato l’introduzione di qualsiasi strumento di comunicazione: niente telecamere, niente fotocamere, niente telefonini, niente registratori. Una scelta apparentemente incomprensibile, visto che nella stessa aula bunker si sono tenuti processi camorristici di notevole portata (tra tutti quello “Spartakus”) e quindi sono di per sé garanzia di massima sicurezza. L’unico risultato ottenuto è quello di aver impedito ai cittadini di venire a conoscenza dell’evolversi delle udienze. Ad esempio, da pochi si è sentito dire che la Regione Campania non si è costituita come parte civile, nonostante le promesse del suo legale alla vigilia dell’inizio dei dibattimenti; pochi hanno detto che Bassolino (e, con lui, i suoi vice) riscuoteva emolumenti mensili di 10 mila euro, nonostante l’eccessivo indebitamento; quasi nessuno ha fatto notare che gli impianti Cdr costruiti dalla Fibe (controllata della Impregilo) erano tutti mal funzionanti e non hanno fatto altro che aggravare l’emergenza.

Massimiliano Mogavero

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