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Quei poveri studenti fuori sede

Ogni anno, sono migliaia gli studenti che sono costretti ad allontanarsi dalla propria famiglia per poter proseguire gli studi e per potersi dedicare al corso di laurea preferito. Per chi decide di percorrere questa strada, sono tante le difficoltà che dovranno essere affrontate durante il percorso formativo. Il problema principale è trovare un posto letto dignitoso ad un prezzo pressoché ragionevole e con un contratto regolare: impresa impossibile se lo sguardo è orientato verso strutture pubbliche; difficile se, invece, ci si rivolge a privati. Proprio quest’ultima rimane la strada maggiormente percorsa nonostante sia un mercato aggressivo e spietato, anche perché alternative non ce ne sono, visto che per riuscire ad ottenere alloggi pubblici, tanto decantati dalle strutture regionali per il diritto allo studio (ARDSU o EDISU è indifferente), bisogna provenire da famiglie con redditi molto bassi. Così ci si imbatte spesso in contratti irregolari, subaffitti o contratti stipulati per una cifra inferiore a quella realmente sborsata. Per non parlare degli esorbitanti costi per una singola stanza: 900 euro sembra veramente una richiesta esagerata, a maggior ragione se si tratta di abitazioni distanti dalle rispettive facoltà, o di stanze piccole, spesso prive di finestre, dove non c’è nemmeno la possibilità di muoversi. Se a tutto questo aggiungiamo l’inefficacia del trasporto pubblico, la mancanza di mense universitarie, l’incompetenza del personale che cura la segreteria o la poca chiarezza dei professori, il quadro diventa completo, riducendo ormai a pochi i vantaggi per chi necessita di spostarsi a fini di studio: studiare senza avere l’appoggio fisico della propria famiglia è diventato un sacrifico continuo e, a tratti, esasperante. Una storia vecchia, ma sempre rovente. Ora sarebbe opportuno, quando si parla di riforme universitarie, occuparsi una volta per tutte anche di questo annoso problema, affrontarlo seriamente e non preoccuparsi solo di tagliare fondi, tagliare le spese ed aumentare le tasse. La realtà è diversa da quella che si pensa: servono provvedimenti, norme urgenti e drastiche, perché i portafogli sono ormai sempre più ariosi e gli avvoltoi sempre più sazi. Non si accettano più favole da commedianti dato che l’università non dovrebbe essere solo un sacrificio, ma un’opportunità da sfruttare nelle migliori condizioni possibili.

Massimiliano Mogavero