Pubblicato il: 22 Marzo, 2010

Revanche – Ti ucciderò

Vienna – Alex è un ex galeotto che adesso sembra essersi messo la testa a posto. Ha trovato un lavoro come autista del padrone di una casa chiusa della capitale. Proprio lì si innamora di una bella prostituta, Tamara, che ricambia il sentimento di Alex. I due vogliono cambiare vita ed Alex medita di compiere una rapina e fuggire via dall’Austria. A seguito di una serie di fatti, anche Tamara, fino ad allora dubbiosa, accetta la proposta di Alex. Per l’uomo è una rapina semplice, una cosa veloce. In realtà qualcosa va storto, Tamara rimane uccisa ed Alex in preda alla rabbia medita vendetta nei confronti dell’uccisore.

Il regista austriaco Götz Spielmann ci porta in un ambiente di basso rango tra prostitute, boss, ex carcerati e poliziotti ed indaga il senso di vendetta dell’uomo. Spielmann riesce a costruire un noir vecchio stampo: niente inseguimenti, niente adrenalina. Scene lente e costruite sulle immagini e sulle parole. La storia risulta divisa in due parti: una prima in città, con tutte le caratteristiche di un ambiente corrotto, e una seconda in campagna, ambiente agreste e silenzioso. È una sorta di via verso la redenzione per Alex, che dovrà convivere con il proprio senso di vendetta, vista come giusta conseguenza all’uccisione, un qualcosa di dovuto per riequilibrare la situazione, come se ciò servisse a riportare in vita Tamara.

Il titolo del film in italiano sembra prospettare una storia di violenza. In realtà di violenza ce n’è ben poca. È più un percorso di maturazione del personaggio. L’amore diventa anzi il sentimento dominante, il sentimento che indirizza il comportamento di Alex verso la vendetta.

Con “Revanche” Spielmann invita a riflettere sul senso delle proprie azioni, sulle conseguenze che esse possono portare e sulla responsabilità che l’uomo può avere su tali conseguenze.

Diego Bonomo

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