Pubblicato il: 3 Febbraio, 2009

Stretto di Messina e Fata Morgana, mito e realtà

morgana_mitoSicilia e Calabria, separate da un braccio di mare noto come Stretto di Messina, sono terre ricche di storia, arte, cultura, terre in cui il mito ha lasciato profonde tracce di sé. Esso si riflette sulle azzurre acque dello Stretto, solcate fin dall’antichità da coraggiosi navigatori, tra cui l’errante Ulisse che giunse tra Scilla e Cariddi. Tuttavia, non tutti sanno che su questo tratto di mare aleggia un’altra leggenda che si lega al nome di Morgana, sorellastra di Artù e personaggio della tradizione celtica. Si racconta che all’epoca delle invasioni barbariche e, dopo aver attraversato tutta la penisola, un gruppo di conquistatori giunse nell’attuale città di Reggio Calabria: solo un breve tratto di mare li separava da una terra sconosciuta, la Sicilia. Dalla sponda in cui si trovavano gli invasori ammiravano la bellezza del territorio antistante su cui sorgeva una misteriosa montagna fumante, l’Etna. Il re barbaro che guidava la spedizione desiderava oltrepassare quello specchio di mare per conquistare quella terra feconda, tuttavia era sprovvisto di imbarcazioni. Fu allora che apparve una donna molto bella che per incanto “avvicinò” l’isola tanto contemplata, al punto che il re riuscì a vedere nitidamente alberi, abitazioni, uomini. Egli, convinto di poter raggiungere quel territorio a nuoto e in poco tempo, si gettò in mare e affogò nel tentativo di arrivare dall’altra parte. Il re era stato incantato da un bellissimo miraggio, una magia della fata Morgana, che gli fu fatale. Il mito, le leggende nascondono sempre un fondo di verità ed oggi sappiamo che “la fata morgana” è un fenomeno scientifico di rifrazione della luce, un miraggio che si verifica solo in presenza di particolari e sublimi condizioni atmosferiche. Gli strati più densi dell’aria si trovano in prossimità della superficie fredda dell’acqua e riflettono i raggi provenienti dagli strati superiori, meno densi, dell’atmosfera. Come conseguenza di ciò, l’oggetto appare distorto, talvolta ingrandito e sospeso nell’aria ed il risultato è questo particolare fenomeno che accomuna lo Stretto di Messina ai Grandi Laghi degli Stati Uniti. Ancora oggi, nelle nitide giornate di sole estivo, la costa siciliana si riflette per incanto nelle acque calabresi, mostrando all’incredulo spettatore montagne, palazzi, strade ed anche persone che, ignare, vivono la propria quotidianità. E’ bello immaginare la presenza di una fata in questo azzurrissimo tratto di mare che ha incantato e continua ad incantare generazioni di poeti, da Omero a Giovanni Pascoli il quale, navigando in queste acque, scrisse: Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni// Ulululano ancora le Nereidi obliate in questo mare// Questo è luogo sacro, dove le onde greche vengono a cercare le latine…

Francesca Squillaci

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