Pubblicato il: 6 Luglio, 2010

“Terroni”: l’ultimo libro di Pino Aprile

Nel corso dell’iniziativa “4 chiacchiere in cortile”, nata dalla collaborazione tra il Comune di Catania e il Teatro Stabile, il 27 giugno 2010 al cortile Platamone, il giornalista Pino Aprile ha presentato il suo nuovo libro che riflette sulla crisi postunitaria del Sud e medita sui lati oscuri dell’unificazione nazionale: Terroni. In apertura il regista Pasquale Squitieri, di cui dopo è stato proiettato “Li chiamarono … briganti!”, film sulle medesime riflessioni che il regista è riuscito a realizzare dopo 28 anni dall’idea di partenza, ha sottolineato l’importanza di capire e rendersi conto pienamente dei grandi ed oscuri poteri che stanno dietro ogni avvenimento storico. Credere nell’episodica, che è pur sempre commovente ed interessante, significherebbe non essere realisti. Dietro ogni grande avvenimento ci sono trattative nascoste stabilite da grandi potentati, dalle massonerie e da grandi capitali di denaro. Squitieri invita a guardare in alto, a capire il perché di un fatto storico, non il chi, il come e il quando. I siciliani devono riprendere il loro potere e la fiducia in se stessi. Subito dopo, Pino Aprile è intervenuto con un appassionato ragionamento. Settentrionali e meridionali, siamo privi di identità. Non avendo più memoria di noi stessi non sappiamo più chi siamo. Riappropriandoci della nostra Storia, allora, riusciremo a vivere insieme senza credere che i meridionali siano inferiori ai settentrionali. Il libro di Pino Aprile vuole far luce con brutale sincerità sull’origine della presunta diversità tra gli individui dell’Italia settentrionale e quelli dell’Italia meridionale, una questione che oggi è importante più che mai in un panorama politico desolante e pieno di gruppi politici che fomentano il conflitto tra Nord e Sud in modo del tutto incontrollato e feroce.

Elena Minissale

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