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Tragedia a Viareggio

14 vite orribilmente stroncate nel sonno, 34 feriti ricoverati per gravi ustioni, 4 dispersi, oltre 1000 sfollati, 5 palazzine ridotte in macerie dalla furia del fuoco. Sono le drammatiche cifre riassuntive della tragedia consumatasi nella notte del 29 giugno a Viareggio. Siamo alla stazione centrale, mancano pochi minuti alla mezzanotte; il silenzio notturno accompagna il riposo di quanti alloggiano negli appartamenti vicino i binari. All’improvviso un forte boato: un treno carico di Gpl, proveniente da Novara e diretto ad Aversa, deraglia e rovescia il liquido sui binari. Scoppia l’incendio, forse a causa della scintilla di un motore. La gente si desta  ma non ha il tempo di rendersi conto di cosa stia succedendo, le fiamme hanno già circondato ed invaso le case. In molti riescono a scappare e a trarsi in salvo; altri, meno fortunati, vengono carbonizzati all’istante o feriti gravemente. Passa qualche minuto, la scena è apocalittica: dai vagoni adagiati sui binari continuano a propagarsi le vampe di fuoco, altissime; nonostante la paura ed il panico, bisogna subito organizzarsi per i soccorsi e tentare di domare l’incendio, c’è il rischio che anche i restanti vagoni possano incendiarsi ed aggravare la situazione. Poche righe per descrivere i terribili eventi di Viareggio. Poche righe, come pochi sono stati gli istanti sufficienti a scatenare quell’inferno che ha condannato ad una morte innocente 14 persone. Ora le fiamme sono state domate e il pericolo è sotto controllo e, superato il panico iniziale, possiamo soffermarci a riflettere sull’accaduto ed esprimere il nostro cordoglio per tutte le persone colpite da questa folle e tragica notte di fuoco. Ora, non possiamo che restare ad osservare, profondamente turbati, quell’ammasso di lamiere che ancora giace sui binari, quei palazzi inceneriti dalle fiamme, quelle lacrime e quelle urla di chi ha perso tutto in pochi minuti. Nel momento in cui scriviamo quest’articolo, un comunicato stampa diffonde gli ultimi aggiornamenti: il bilancio delle vittime è salito a 16. Due bambini – di due e tre anni – sono deceduti all’ospedale in seguito alle gravi ustioni riportate.

C’è confusione e rabbia nei nostri pensieri: sotto quel groviglio ancora fumante abbiamo la sensazione di scorgere un groviglio che, se possibile, ci appare ancora più crudele e doloroso. E’ quello della negligenza, della spietatezza e del cinismo di chi, in nome dell’ottimizzazione dei profitti e della corsa spietata alla riduzione dei costi, ha sottovalutato l’importanza della manutenzione di quei vagoni e di quel treno assassino che, per una semplice rottura del carrello, ha provocato una strage. Certo, non sarà facile accertare le responsabilità dirette, ma altrettanto difficoltoso sarà spegnere le voci di quanti esigeranno chiarimenti sui fatti, di quanti chiederanno giustizia, di quei dipendenti delle aziende ferroviarie che, nei mesi scorsi, avevano continuato a denunciare il rischio d’incidenti dovuto alla mancanza dei controlli.

Aldo Nicodemi