Pubblicato il: 27 Settembre, 2009

Una giornata particolare: a Catania contro l’omofobia

una giornata particolare a catania contro l'omofobiaLo scorso 18 settembre qualcosa si è mosso, a Catania. In pieno centro, in piazza Stesicoro, si è manifestato contro l’omofobia e la transfobia, ma anche contro il pregiudizio, l’inanità del governo, l’ignoranza. Tante associazioni locali, politiche e non – tra cui, l’ass.”Certi diritti”, i Radicali, Rifondazione Comunista, l’ass.”Opermind”, hanno rivendicato a gran voce i propri diritti. Ma l’hanno fatto nel modo probabilmente più intelligente, coinvolgendo i presenti e soprattutto informandoli. Così, durante il pomeriggio, dopo una breve sfilata nei dintorni di piazza Stesicoro e dopo un simbolico “lay-in”(tutti distesi a terra, ricordando le vittime della violenza omofoba), la proiezione di spot, video musicali e cortometraggi dedicati al tema dell’omosessualità, si è alternata a vari “kiss mob” che hanno suscitato l’interesse dei più. Una folla piuttosto contenuta ha preso parte e questo evento, sarebbe irrealistico pensare che l’intera comunità gay catanese e che gli individui sensibili alla tematica o solidali fossero tutti condensati nella sessantina di astanti; ma qual è stato l’impatto con la  gente? Le reazioni variano molto in base all’età e alla condizione culturale: secondo Simone (22), sarebbe bello che la realtà della condizione omosessuale divenisse una realtà comune, che non vi fosse più bisogno di reclamare i diritti e denunciare le violenze; Stefania (20) è entusiasta per la manifestazione, ma è dispiaciuta del fatto che vi sia stata poca informazione a riguardo: è venuta a conoscenza dell’evento grazie ad una catena su Facebook; ed è impossibile negare che sia stata fatta poca pubblicità all’evento. Ma certo l’apertura mentale non appartiene a tutti, anche per motivi anagrafici: il signor Rosario (73) e il signor Pippo (68) ostentano una certa forma di “tolleranza” che implica per converso un certo fastidio, sostenendo di non poter fare nulla per chi. “poverino”, ha determinati gusti, ritenendoli addirittura conseguenze di una “malattia”. Sfortunatamente anche molti giovani sguazzano nel pregiudizio e nell’ignoranza: Andrea (20) e Salvo (19) guardano divertiti e perplessi i manifestanti, chiedendoci poi se “omofobia” significhi “paura dell’uomo”. Volendo tracciare un bilancio complessivo dell’evento, ci si può auspicare che eventi di questo tipo abbiano innanzitutto più spazio, siano maggiormente sponsorizzati, abbiano un seguito più numeroso; che l’indifferenza, una volta tanto, non faccia da padrona, che la voce di quella che siamo ancora costretti a definire “una minoranza” possa essere ascoltata a tutti i livelli, e che affermazioni immonde di certe personalità politiche restino casi isolati e puniti in maniera esemplare.

Ornella Balsamo

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