Pubblicato il: 24 Marzo, 2009
Senza categoria | di Giusy Cuccia

La perla della Polinesia

gauguinL’isola più grande e popolata della Polinesia francese, la più famosa e affascinante, Tahiti fu meta prediletta persino di Gauguin che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita. Vi si recò nel 1891 per la prima volta alla ricerca di un “Paradiso perduto” dove creare “l’Atelier dei tropici”, un gruppo di pittori liberi di lavorare lontano dal mondo moderno. Gauguin aveva bisogno di praticare l’arte primitiva, di stare ” lontano dalla civiltà, a contatto con la natura ancora vergine”. Tuttavia rimase abbastanza deluso poiché, quale colonia francese, l’ambiente era già troppo europeizzato. Il primo europeo a calcarne il suolo fu, nel 1767, il capitano Samuel Wallis seguito da Louis – Antoine de Bougainville che dichiarò parte dell’isola dominio francese. Solo la spedizione di Cook nel 1769 permise però di conoscere in modo più approfondito il suo territorio. Il suo fascino seppe anche essere mortale come insegna la celebre vicenda dell’ammutinamento del Bounty che ha dato vita a leggende, racconti e film. Infine nel 1881 il capo locale Pomare V accettò di trasformare il suo regno in colonia francese. Naturalmente la popolazione non cedette senza resistenza e si verificarono numerosi scontri. Solo nel 1977 Tahiti, insieme ad altre isole dell’arcipelago, ottenne uno statuto d’autonomia interna.

Divisa in due isole distinte, Tahiti mantiene ancora oggi le tradizioni e la cultura degli antenati Mahoi. Una consuetudine importantissima è il tatuaggio, simbolo di bellezza, che prende il nome dall’antica divinità Tohu, il quale si dipingeva il corpo con pesci colorati. La cultura tahitiana ha i suoi luoghi sacri nei Marae, costruiti in pietra e che costituiscono la sede degli eventi politici e religiosi. Un’altra peculiarità tahitiana è la cultura dell’oralità, la pratica di tramandare le leggende sulle divinità di generazione in generazione. Ma oltre a ciò, per un turista europeo, visitare Tahiti è un’esperienza segnata continuamente da scoperte, è come guardare con occhi di bambino le innumerevoli meraviglie, naturali e non solo, vivere una varietà di esperienze in grado di stupire e affascinare. Servirebbe un intero libro per parlare delle danze tahitiane, della magia (mana) insita nei luoghi, dei tanti tabù (nome viene proprio da Tahiti e che significa “proibito”) radicati nella cultura locale, dell’antica tradizione di usare le canoe, dei bellissimi e coloratissimi fiori, dei fondali cristallini abitati dai famosi coralli e da pesci variopinti e delle stupende perle. E Tahiti, perla tra le perle, attende di essere scoperta, ma senza violarne l’ancestrale equilibrio. Deleteria fu, infatti, nel trentennio 1966 – 1996, la scelta di usare l’atollo Mururoa come teatro dei test nucleari francesi. Gli effetti devastanti degli esperimenti si ripercuotono ancora oggi sulla popolazione, affetta da gravi tumori. E se Gauguin voleva vivere lontano dalla civiltà, forse oggi dovrebbe restare in Europa.

Giuseppina Cuccia

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