Pubblicato il: 29 Luglio, 2017

Disastro di Ustica: un muro di gomma

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Cosa accadde davvero al DC-9? Perché dopo trentasette anni non si è fatta chiarezza sul disastro di Ustica e sulla morte di 81 persone?

Sono molti gli interrogativi e i punti oscuri che emergono da quel maledetto 27 giugno 1980. Interrogativi che non trovano risposta, ancora oggi. Sono dovuti passare 7 anni dal disastro prima che il relitto dell’Itavia con sigla IH870, venisse ripescato dai fondali del Tirreno. Nessun processo ha decretato colpevoli, nessuna ipotesi certa sulle cause della strage. L’unico sviluppo ha portato a un parziale risarcimento per alcune vittime, il 28 gennaio 2013, da parte dello “Stato italiano” che di fatto ha posto fine alle dicerie che volevano tra le cause certe il cedimento strutturale. In 37 anni si è assistito a un muro di gomma senza precedenti: omissioni, morti sospette (se ne contano almeno sedici), il fallimento di Itavia (oberata da pesanti debiti), cessò le proprie attività pochi mesi dopo il disastro, silenzi lunghissimi da parte delle Istituzioni e dei soggetti coinvolti, radar non funzionanti. Un campionario di “sgarbi” o di “coincidenze” che farebbero sospettare anche il più ingenuo degli uomini. Le ipotesi ufficiali furono quattro: cedimento strutturale, abbattimento da parte di un missile aria-aria sparato da un aereo militare, collisione con un aereo militare e attentato, con una bomba piazzata dentro la toilette di coda. Scartato, dopo perizie e processi, il cedimento strutturale, si portò avanti l’ipotesi della bomba. I sospetti nacquero da due fattori: l’improvvisa interruzione delle comunicazioni, con conseguente scomparsa dell’aereo dai radar e dalla coincidenza che in quella determinata zona, e a quell’orario, doveva trovarsi un aereo simile con a bordo l’ex leader libico Mu’ammar Gheddafi, coinvolto in forti dissapori con il governo francese e possibile bersaglio di un attentato. La più accreditata, emersa fortemente dopo il recente tentativo di apertura delle forze militari francesi, resta l’ipotesi della battaglia area: il DC-9 Itavia è stato abbattuto per errore. Un aereo militare di provenienza francese, nel tentativo di colpire l’aereo di Gheddafi, ha incrociato il DC-9 abbattendolo. L’aero libico stazionava in copertura proprio sotto l’aeromobile civile di Itavia, facendosi da scudo, nel tentativo di mascherarsi all’occhio dei radar. Le implicazioni politiche, i patti con la NATO, l’eterna vicinanza storico-politica con la Libia non hanno fatto altro che aggravare la situazione rendendo la vicenda torbida e ”top secret”.  Nessun radar risultava attivo? Molti testimoni scomparvero misteriosamente, alcuni furono ritrovati morti, perfino i militari addetti alla torre di controllo morirono uno dietro l’altro, si parlò di suicidi, di incidenti, di coincidenze. Cosa accadde davvero quella “calda” sera di fine giugno sui cieli di Ustica? Su quell’aereo potevamo esserci tutti!!! Siamo solo “danni collaterali” per i governi mondiali? Carne da macello?

Girolamo Ferlito

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