Pubblicato il: 28 luglio, 2017

Guerra fredda e massoneria nel caso Ucraina

guerra fredda caso ucrainaAlta tensione tra Russia e USA. Sempre alto il rischio di una nuova guerra fredda.

Le agitazioni in Ucraina nacquero con le elezioni del 2004, quando il filo-russo Viktor Janukovyč vinse ottenendo la carica di Presidente. Quelle elezioni furono manipolate e diedero vita ad una serie proteste passate alla storia come “Rivoluzione arancione”. Si trattava di un movimento di protesta pacifico che si stabilì in Piazza Indipendenza facendone simbolo della protesta. Nonostante le intenzioni di rinnovamento, il peso degli interessi russi tornò a manifestarsi con le elezioni del 2010, quando Janukovyč, vinse nuovamente ricoprendo la carica di Presidente della repubblica; gli intenti della coalizione anti-Mosca fallirono. Lo snodo principale della questione riguardava i rapporti con l’Europa. Come poteva gestire Janukovyč, un uomo vicino a Putin, e quindi alla Russia, i crescenti malumori interni che andavano sviluppandosi (soprattutto nella parte ovest del paese) vicini all’idea che lo Stato avrebbe dovuto sposare le politiche europeiste e il libero scambio? Nonostante la fedeltà a Mosca, Janukovyč tentò comunque un compromesso. La trattativa tra il governo ucraino e l’Europa fallì, fu decisivo ancora una volta l’intervento del Cremlino che, promettendo 15 miliardi di dollari utili alla causa di risanamento economico dell’Ucraina, di fatto, fece saltare gli accordi tra UE e Ucraina. Le proteste, è vero, divamparono a novembre del 2013, ma montavano da tempo. Il caos si venne a creare proprio in questo contesto, cioè quando gruppi estremisti filo-nazisti, presero la palla al balzo per irrompere nella disputa e destituire dalla carica il Presidente eletto Janukovyč. Tutt’oggi il nocciolo della questione si incastra in uno Stato fondamentalmente diviso, che balla tra una posizione filo-europeista (la zona ovest del paese) e la Crimea, zona est facente parte territorialmente dell’Ucraina, ma profondamente divisa, più vicina alla Russia e distante per questioni politiche e ideologiche. La Crimea è un punto strategico, il centro dei traffici con il mondo per l’esportazione di grano e cereali (l’Ucraina è uno dei tre maggiori granai mondiali), oltre ad essere l’unico sbocco commerciale sul Mar Nero per la Russia di Putin che, difatti, presidia, con la propria flotta navale, il porto di Sebastopoli. In Crimea si parla in guerra fredda caso ucrainamaggioranza il russo, ci si sente “sovietici, e si guarda con sospetto questo movimento liberista che ha destituito Janukovyč . Il movimento di indipendenza filo-sovietico, con in testa l’attivista Sergey Typlakov non è rimasto a guardare: l’8 aprile, con l’occupazione delle sedi governative di Kharkiv e Luhanksk (Est Ucraina, Crimea), è stata dichiarata l’indipendenza della Repubblica di Donetsk. L’Ucraina oltre ad essere il terzo granaio del mondo (dopo Senegal e Argentina, paesi flagellati dalla guerra civile) è anche strategica per la posizione di uno dei gasdotti fondamentali per l’approvvigionamento di gran parte dell’Europa (già nel 2006 tra Ucraina e Russia, nella fattispecie la Gazprom, c’era stata una crisi che aveva rischiato di lasciare una parte dell’Europa a secco). È quindi l’ennesimo braccio di ferro tra Russia e USA (che rivendicano una posizione preminente per accordi precedenti tra Bush e il governo di Kiev e l’appartenenza dell’Ucraina alla Nato)? L’alba di una nuova guerra fredda? O c’è dell’altro? Una delle teorie più controverse, sostenuta dai complottisti, pare coinvolga, ancora una volta, la frangia “malevola” della massoneria: “Gli illuminati”. La persona su cui si punta il dito è l’attuale vice-presidente americano Joe Biden, reo di appartenere a questa fazione della massoneria, interessata a destabilizzare il governo ucraino, per allontanare la stretta del Cremlino sul paese e avvicinare, invece, l’Ucraina ad una politica europeista, quindi più fedele al capitalismo filo-americano. Quello che è successo a Donetz è stato emblematico: i manifestanti che si difendevano cantando slogan anti-fascisti accusati dal governo centrale (e dagli USA), di essere armati fino a i denti, di voler scatenare una guerra civile. In realtà il leader delle milizie di resistenza Tsyplakov ha più volte sostenuto che i manifestanti non posseggono armi tanto che anche la polizia di Donetz si è rifiutata di disperdere i riottosi. Che sta succedendo in Ucraina? I complottisti insistono, ponendo l’attenzione anche sui simboli, di natura esoterica, sia sul retro della banconota del dollaro USA che su quello della Grivnia da 500 dell’Ucraina (l’occhio onniveggente), sul coinvolgimento della massoneria. Infine, cosa lega questi disordini mondiali con la politica americana volta al mantenimento dei campi di concentramento FEMA? A detta dei complottisti, da destinare “alla carcerazione preventiva per futuri reati”, ufficialmente adibiti al contenimento degli immigrati clandestini.

Girolamo Ferlito

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