Top
FacebookYou Tubetwittermyspace

My soul to take – Il cacciatore di anime

16 dicembre 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

CINE_My soul to take
Il cacciatore di anime (locandina)
Un sanguinario serial killer sconvolge la tranquilla cittadina di Riverton. La notte della sua cattura, dopo aver ucciso la moglie incinta e aver provocato un incidente all’ambulanza che lo trasportava in ospedale ferito, scompare misteriosamente nel fiume. Il mancato ritrovamento del corpo dà adito ad una leggenda, quella che narra del suo ritorno, in vita o solo sotto forma di anima, per uccidere i sette bambini nati proprio quel giorno. Dopo sedici anni il nefasto presagio sembra realizzarsi e i sette ragazzi iniziano a scomparire: ma solo uno di loro può contrastare il “mostro” tornato a rivendicare la propria esistenza…

My soul to take segna il ritorno di Wes Craven, regista culto del genere horror- grazie a film che hanno contraddistinto un’epoca come L’ultima casa a sinistra, Le colline hanno gli occhi, Nightmare: dal profondo della notte e il più recente Scream, arrivato al quarto episodio sia alla regia che alla sceneggiatura: una nuova opera molta attesa dai suoi fan, dopo alcuni lungometraggi di scarso successo come Cursed- Il maleficio e Red Eye . L’attesa è stata, però, in gran parte delusa. Questo film è un “Teen horror” che molto ha in comune proprio con Scream: un gruppo di ragazzi interessati al sesso e alla popolarità, un “mostro” spaventoso che uccide con crudeltà, una figura “salvatrice” e “pura”, nata da una famiglia con un  passato oscuro e tragico, proprio come il personaggio di Sidney Prescott della famosa quadrilogia.

I dialoghi, spesso inconsistenti, e la storia, fantasiosa ma con passaggi forzati e anche poco comprensibili, vengono ricoperti dal sangue che scorre copioso. Non c’è eccellenza neanche tecnica, nella fotografia come negli effetti speciali. Si abusa di malattie mentali e della possibilità dell’umana immortalità. Il resto è noia, è attesa che si giunga ad una soluzione, ad una svolta, ad un colpo di scena. Che alla fine, ma proprio alla fine, arriva anche: ma è troppo tardi e non riesce a salvare un intero film.

Mariangela Celiberti    

Facebook Digg Del.icio.us StumbleUpon Reddit Twitter RSS

Commenti

Inserisci un commento...
inoltre, puoi aggiungere un avatar.

(Si informa che ai sensi dell'art. 13 d.lgs. 196/2003 gli ip dei commenti vengono registrati.)
Nota bene: essendo i commenti soggetti a moderazione non se ne garantisce la pubblicazione.

Bottom