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Villa Nerone dimenticata

23 luglio 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

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La Villa di Nerone
Le rovine si affacciano sulla spiaggia: da migliaia di anni scrutano le scogliere, volgendo lo sguardo verso l’orizzonte.  Di ciò che un tempo rappresentava una villa maestosa, fatta ricostruire e ampliare su una struttura precedente  da colui che tanto amava quei luoghi, cara terra natìa, non rimangono che pochi resti. Si possono immaginare, in tutta la maestosità che l’Impero romano attraversò nel I secolo Dopo Cristo, padiglioni, ninfei, fontane, giardini e ampi spazi, anche al coperto, per spettacoli di danza e musica; per accogliere ospiti e cortigiani che, durante il periodo estivo, vi si intrattenevano abbandonando la città. Alcune stanze, divenute alcove di opere preziose, ospitavano una biblioteca famosa in tutto l’Impero. La villa dell’imperatore Nerone e le grotte sottostanti sul lungomare di Anzio, cittadina a circa 60 chilometri da Roma, attirano l’attenzione stupita di chi, per la prima volta, si trova di fronte a reperti archeologici di infinito valore.

La struttura, già visibile dalla strada, è da ammirare scendendo sulla spiaggia: da qui è possibile non solo  osservarne i particolari, ma anche ciò che la circonda. Immondizia di ogni tipo, gettata oltre la recinzione che dovrebbe proteggerla, ma che la rende comunque vulnerabile all’inciviltà

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Le Grotte di Nerone
e all’incuria. Sacchetti e bottiglie di plastica, cicche di sigarette, lembi di indumenti, ombrelloni  e sedie sdraio non più utilizzati. Persino un copertone  a ricordarci, nel caso ce ne fosse bisogno, dello splendore di un tempo e del degrado attuale.

Proseguendo verso le Grotte, probabilmente antica via di fuga in caso di necessità, ci si accorge di come si possa davvero toccare il fondo. Oltre alle solite bottiglie, lattine, buste e cartacce di vario genere e provenienza, ci si imbatte anche in scritte di ogni tipo ad imbrattarne le pareti.

Frasi realizzate con spray nero, rosso, bianco, fucsia, celeste. A dispetto di ciò che tutto questo ha rappresentato e tuttora rappresenta, c’è chi ha sentito la necessità di lasciare traccia del proprio barbaro passaggio. Meglio lasciar perdere le foto ricordo: potrebbero solo causare malesseri rievocando la sorprendente scoperta.

Chissà cosa penserebbe Nerone se vedesse cosa è stato riservato alla sua magnificenza. Se potesse guardare la statua a lui dedicata, eretta a guardiano della cittadina, proprio vicino alla sua residenza ora disprezzata.

I bagnanti, intanto, godono del sole e della spiaggia “Bandiera Blu”d’Italia.

Buone vacanze dal solito decadimento tutto italiano.

Mariangela Celiberti

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