Pubblicato il: 1 febbraio, 2012

Angelo Vassallo: il sindaco morto per il suo sogno

Angelo-Vassallo“Angelo ha sempre messo l’uomo al centro della propria politica amministrativa, come essere umano” esordisce così Dario Vassallo, autore del libro “Il sindaco pescatore” e fratello di Angelo Vassallo, l’ormai tristemente famoso sindaco di Pollica, in provincia di Salerno. È venuto fin qui per raccontare la storia di un uomo che aveva un sogno, e che per quel sogno si è giocato tutto, vita compresa. La voce bassa e sommossa di Dario non nasconde il dolore che porta nel petto, ma ci vuole ben altro per fermarlo: da più di un anno è in giro per l’Italia a portare la testimonianza di ciò che è accaduto al fratello, e non ci nasconde che se oggi ha davanti una platea di liceali, domani userà le stesse parole –talvolta anche taglienti- per parlare della stessa cosa ai nostri parlamentari. Ma partiamo dal principio:  Angelo Vassallo nasce a Pollica, nel Cilento, una meravigliosa terra di sole e mare di cui nessuno, prima di lui, aveva mai compreso le enormi potenzialità. Per anni coltiva quella che per lui è una grande passione: la pesca. È un uomo felice e benestante quando decide di giocarsi tutto per un sogno: nel 1995 viene eletto sindaco di Pollica. Il suo obiettivo è quello di valorizzare la sua terra e il suo mare: per questo costruisce fognature, depuratore, isole ecologiche, marciapiedi e spazi per i disabili. Le sue attenzioni si rivolgono soprattutto ai rifiuti: fa dotare tutte le barche dei pescatori di bidoni per la raccolta differenziata, così ogni qualvolta il mare sputerà loro qualche vecchio oggetto dimenticato esso non verrà più immerso nuovamente nelle acque a creare sporcizia ed inquinamento. I risultati non mancano: in quindici anni di candidatura il comune di Pollica diviene eccellente e funzionale, il mare è l’unico in Italia a meritarsi le cinque vele blu per il mare pulito ed anche la comunità montana di cui è presidente diviene la prima in Italia. Peccato che Angelo non avesse avuto paura di dire “no” anche ai “pezzi grossi”: la sera del 5 settembre 2010, mentre il sindaco pescatore sta tornando a casa a bordo della propria auto, a 100 metri dalla propria abitazione qualcuno (di cui ancora non si conosce l’identità) decide di stroncare il suo sogno con più colpi di pistola. Una tragedia inaspettata ed improvvisa: nessuno lo aveva minacciato, ed anzi in giornata era andato a pescare da solo con la tranquillità di sempre. Nel frattempo, il comune di Pollica era divenuto tra i primi in Italia, ed un metro quadrato di abitazione era passato da 1500 a 10000 euro in quindici anni. Lo stesso giornale “Le Monde” lo definirà “un profeta assassinato con una visione planetaria della politica” e tanti altri sindaci italiani hanno deciso di seguire le sue orme. L’obiettivo è lo stesso: trasformare la politica in un valido aiuto per la popolazione e valorizzare il territorio tenendo conto del fatto che la legalità e le leggi, se ascoltate, possono davvero essere delle risorse per il miglioramento della vita di ognuno.

Sara Servadei

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